Immigrazione arrogante e Stato inefficiente

L'aggressore marocchino si sente impunito: "Ti spacco la faccia. Che mi frega della Polizia"

Un operatore di Biella è stato aggredito da un immigrato che stava per soccorrere. Nell'audio si avvertono distintamente le minacce. Il soccorritore al Populista: "Sapeva che non avrebbe subìto alcuna conseguenza"

Marco Dozio
L'aggressore marocchino si sente impunito: "Ti spacco la faccia. Che mi frega della Polizia"

Alzarsi alle 3.30 del mattino per andare a fare il proprio lavoro, che consiste nell’assistere una persona momentaneamente in difficoltà. E per tutta risposta ricevere minacce e insulti. Un'aggressione. Nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre nei dintorni di Biella, un marocchino ha minacciato e aggredito un soccorritore stradale che era andato a recuperare la sua auto in panne. L’uomo per tutelarsi a un certo punto ha registrato alcune fasi concitate. Emerge quanto l’immigrato si sentisse sostanzialmente intoccabile, quanto agisse nella convinzione di restare impunito. Come poi è effettivamente successo. 

Nell’audio si avvertono distintamente frasi come “Se vuoi ti spacco la faccia, cazzo me ne frega a me”. E ancora: “Chiama la polizia o i carabinieri se vuoi, non me ne frega un cazzo”. L’operatore, chiedendo l’anonimato per motivi intuibili, ha raccontato al Populista.it quei momenti di sgomento e paura: “La notte di Halloween sono stato allertato per recuperare questa persona rimasta in mezzo alla strada. Appena sono riuscito a capire dove si trovasse, per via della sua difficoltà a comunicare con un telefono scarico, l’ho raggiunto col camion nel giro di 10 minuti”. 

Arrivato sul posto, l’accoglienza è stata sorprendente. “Era scontroso, molto probabilmente alterato dall’alcol. In un primo momento non ci ho fatto caso. Poi mi sono offerto di prestargli il telefono per chiamare qualcuno che venisse a prenderlo, avendo lui problemi con il suo cellulare. Ho aggiunto che l’avrei comunque accompagnato al deposito e che la macchina l’avrebbe potuta ritirare dopo un due giorni, essendoci la pausa festiva. A quel punto, quando ha sentito che avrebbe dovuto aspettare due giorni per l'auto, è andato in escandescenza e si è buttato in mezzo alla strada rischiando di essere investito. C’era una nebbia fittissima”.

Il soccorritore decide di chiamare i carabinieri, mentre la situazione degenera in un’aggressione: “Lui mi ha spintonato, ha spaccato il mio telefono ed è salito sul camion rubandomi le chiavi del carroattrezzi”. Ed qui che l’operatore comincia a registrare, cercando nel contempo di calmare il marocchino: “Faccio questo lavoro da 20 anni ma non ho mai visto niente di simile. Il marocchino ha minacciato di spaccarmi la faccia dicendo che a lui non fregava nulla della polizia. Non voleva in nessun modo scendere dal camion”. Nel frattempo arriva un amico dell’immigrato che cerca di mediare. “Il marocchino è sceso dall’abitacolo per salire sul carroattrezzi brandendo un cacciavite”. 

Sul posto sono intervenuti i carabinieri che però non hanno potuto effettuare nemmeno l’alcoltest: “Mi hanno detto che se l’avessero fatto un giudice avrebbe potuto invalidare il risultato perché l’uomo non era più alla guida dell’auto e dunque avrebbe potuto ubriacarsi mentre la macchina era ferma”. Il marocchino se l’è cavata senza alcuna conseguenza, come del resto immaginava. Non è stato arrestato e nemmeno denunciato. Solo identificato: “Non me la prendo con i militari, è lo Stato che funziona in modo ridicolo. Il marocchino sapeva benissimo che sarebbe stato impunito. Mi chiedo se questo è il modo di tutelare i cittadini italiani”.E per finire la beffa delle beffe: "L'uomo è tranquillamente tornato a casa con la moglie. E guidava lui".

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