le testimonianze in quadri e manoscritti

GALLERY / Gli UFO? C'erano anche nel passato

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Il primo gennaio 1254 la popolazione e le monache dell'Abbazia di Soun Alban furono terrorizzate da un diluvio di stelle accompagnato dalle strane evoluzioni di una gigantesca sfera fumante, come è dato vedere in una miniatura di Mathieu de Paris nell'Historia Anglorum. Il 4 novembre 1697 due globi analoghi, che scaricavano elettricità, passarono sopra Amburgo e altre città del nord-est tedesco. Gli UFO si son sempre visti, nella storia dell'umanità. Il Medioevo, poi, ha conservato per noi tante vicende, interpretate di volta in volta in chiave diabolica o divina, a seconda degli umori del momento.


Sigari, "cappelli da prete" e globi alati sarebbero comparsi nei secoli a venire. In un arazzo in lana e seta del 1303, presso la basilica di Notre-Dame de Beaume si nota un UFO a cappello da prete, nero, in volo sulla città, alle spalle di tre nobildonne.
Un altro episodio insolito in un contesto non solo sacro ma quotidiano compare nella Bibbia Urbinate del XV secolo (Museo Vaticano, Roma). Una parte del disegno, che dà il titolo all'opera, riguarda la contemplazione di S. Geremia. Sulla destra, un nobile con guardia armata nota in cielo un oggetto infuocato con una sorta di bastone sovrastante. Benvenuto Cellini, nel LXXXIV capitolo della sua autobiografia, scrive: "Arrivati che fumo in un certo punto di rialto, era già di fatto notte, guardammo in verso Firenze, tutti e due d'accordo movemmo gran voce di meraviglia, dicendo: 'O Dio del cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze?' Questo si era com'un gran trave di fuoco, il quale scintillava e rendeva un grandissimo splendore". Una analoga trave di fuoco fu scorta durante il regno di Enrico IV, il 19, 20 e 21 febbraio 1465, come e' documentato e illustrato nel Notabilia Temporum di Angelo de Tummulillis.


Un secolo dopo un razzo viene immortalato in un medaglione facente parte della tintura di Charles Le Brun, primo pittore di re Luigi XIV, secolo XVI. L oggetto fa parte della collezione 'gallerie des Gobelins' nel Palazzo dei Conti di Fiandra e mostra un oggetto simile a un proiettile che vola in cielo lasciando una scia luminosa. Una scritta in latino sopra l'oggetto dice "Splendet et ascendit", splende e sale. Leggendo il VII capitolo della Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum del venerabile Beda (672-735 d.C.) scopriamo che, una notte del 664, alcune monache stavano pregando nel cimitero del convento di Barking, vicino al Tamigi, quando una gran luce scese dal cielo e le investì, puntando sul monastero. Indi si allontanò nello spazio profondo. Le suore raccontarono che la luce era talmente forte che avrebbe persino offuscato il sole di mezzogiorno. Il mattino seguente, alcuni giovani della chiesa dichiararono che raggi di luce erano penetrati abbaglianti attraverso le fessure di porte e finestre. Questi bagliori eccezionali rappresentano tuttora una costante nella casistica ufologica. San Gregorio di Tours nella Historia Francorum, racconta di un globo luminoso sul territorio francese nel 583, mentre nelle Cronache Anglosassoni si dice che "potenti apparvero nell'anno 795 sulla Northumbria, spaventando gli abitanti, bagliori eccezionali simili a lampi, e si videro dragoni rossi volare nell'aria".


"Nell'anno 796 piccoli globi volteggianti attorno al Sole furono visti in varie parti dell'Inghilterra", riporta il benedettino Roger di Wendover nel Flores Historiarum. Eginardo, biografo di Carlo Magno, al XXXII capitolo della Vita Karoli ricorda un globo discendente sulla via d'Aquisgrana (Aachen), luminosissimo, con un bagliore tale da far imbizzarrire il cavallo del monarca, che cadde ferendosi gravemente. "In verità, questa strage fu preceduta da terribili visioni di cose nell'aria: durante la notte esse ardevano come pallidi fuochi o brillavano come il rosso sangue", è scritto nel Ludovici Pii Vita, circa un cruento scontro verificatosi nell'827 durante la spedizione in Spagna di re Pipino.

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