islam moderato

Nadia Ali: "Contro l'oppressione islamica ci vorrebbero più pomp..."

Per la pornostar musulmana bandita dal Pakistan, essere obbligati a nascondere il proprio corpo, è opprimente per il genere femminile

Redazione

Lei è bellissima. Si chiama Nadia Ali, ha 25 anni, lavora come stripteuse e attrice hard. È musulmana ma non porta il velo, è stata bandita dal Pakistan dopo aver girato "Women of the Middle East", uno dei film porno di maggior successo del 2015. Fa la pornostar, prega di giorno e balla la sera, e al settimanale francese Inrocks, nell’ultimo numero dedicato al "Sesso nel 2016", ha spiegato perché la pellicola di cui è protagonista, è anche un film militante e anti velo.

L'obbligo di nascondere il corpo imposto dalla religione musulmana, secondo Ali, è opprimente per tutto il genere femminile, e lo dice senza paura delle continue minacce di morte degli estremisti. "Mi hanno detto che non ero una musulmana, che ero una vergogna per il Pakistan", confida Nadia al Inrocks.

L'hanno anche minacciata di morte. Le hanno anche detto: "Ti uccideremo e invieremo il corpo a tua madre". Ma lei, la bella e ribelle senza velo, non cede: "So benissimo ciò che faccio e che ciò mi appartiene. Chi sono loro per dirmi che persona devo essere e ciò che devo fare? Conosco benissimo la mia identità: sono io stessa ad essermela creata. Se a qualcuno dà fastidio quello che faccio - continua Ali - non è obbligato a seguirmi. Vi dà fastidio che io balli allo strip club? Non venite allo strip club. Non vi piacciono i miei tweet? Non leggeteli. È così che funziona il mondo".

L’obiettivo di "Women of the Middle East" è mostrare che il velo rappresenta una forma di oppressione della donna, che è un simbolo di inferiorità. Non è "obbligando" ad indossare un burqua che si aiuta l'integrazione, come non lo è facendo sentire una donna schiava o inferiore.

Obiettivo, per un porno, più che dignitoso, anche sapendo che il "hijab porn" è un genere in forte crescita nel mondo dell’hard, dove donne islamiche partecipano a scene di sesso spinto e a scenari boccacceschi di ogni sorta indossando il velo islamico. E noi si sa, tifiamo per l'integrazione.

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