Salvini: "Vermi. Noi guardiamo al futuro"

"Ma che belle son le foibe da Trieste in giù": il vergognoso inno della sinistra

Le manifestazioni degli 'antifascisti' si sono trasformate in un autogol, tra insulti alle vittime del comunismo, invocazioni a Tito e bastonate ai carabinieri

Redazione

"Ma che belle son le foibe da Trieste in giù": questo è il vergognoso coro intonato sabato a Macerata, sulle note di una vecchia canzone di Raffaella Carrà, da militanti di sinistra, delinquenti dei centri sociali e violenti figli di papà che giocano a fare gli 'antifascisti'. Il corteo, che si è snodato per le vie della città nonostante il sindaco avesse chiesto espressamente di evitare di alimentare la tensione in una comunità già scossa da quanto accaduto, era aperto dall'europarlamentare, ed ex ministro del Pd, Cécile Kyenge. Proprio nel Giorno del ricordo, nel quale si celebra la memoria delle migliaia di italiani innocenti ammazzati dai comunisti slavi oltre a quella degli esuli giuliani, istriani, fiumani e dalmati cacciati dalle loro case, qualche migliaio di imbecilli ha pensato bene di infangarne memoria inneggiando al loro massacro.

Le prime avvisaglie delle violente intenzioni dei kompagni si erano avute già mercoledì sera a Pavia, dove una cinquantina di cosiddetti 'Collettivi rossi' aveva assaltato un gruppo di attivisti dell'Associazione culturale Recordari che stavano commemorando le vittime di Tito, all'urlo di: "Fascisti ritornate nelle Foibe". Un incontro per "ricordare una pagina sanguinosa e a lungo taciuta della storia d’Italia", è stato interrotto dall'imboscata organizzata dalla squadriglia comunista e solo il pronto intervento della Polizia ha consentito che gli scontri non degenerassero. Da una strada laterale una cinquantina di 'antifascisti' hanno aggredito i partecipanti alla commemorazione urlando: "Me l'hanno insegnato, uccidere un fascista non è reato" aggiungendo altre frasi deliranti, tra le quali oltre a quella sulle foibe "via i fascisti e la polizia".

Sabato gli scontri si sono aperti a Torino, dove un'altra manifestazione in ricordo dei martiri italiani è stata interrotta ancora una volta da una cinquantina di violenti 'antifascisti', che si sono scagliati contro le forze dell'ordine che erano schierate a protezione dei manifestanti. I delinquenti di sinistra hanno lanciato sassi, bottiglie e una bomba carta contro i militari, che sono comunque riusciti a impedire lo sfondamento del cordone arrestando uno dei delinquenti. Durante la giornata, in varie località italiane sono apparsi striscioni inneggianti alle foibe ad opera di militanti di sinistra e sedicenti gruppi studenteschi. L'Oscar dell'idiozia lo vince sicuramente quello appeso a Modena, che recitava: "Maresciallo siamo con te, meno male che Tito c'è", firmato con falce a martello. Vera apologia di reato: Fiano non avrà nulla da dire?

A seguire, nel pomeriggio sono arrivate le immagini scioccanti da Piacenza, dove i 'non violenti' di sinistra hanno picchiato selvaggiamente i carabinieri, aggredendone in branco uno e costringendolo ad essere caricato su un'auto della Polizia Locale per venire trasportato in ospedale per curare i diversi traumi riportati. Il carabiniere stava indietreggiando insieme ai commilitoni di fronte alla violenza dei manifestanti quando è inciampato ed è stato circondato dagli 'antagonisti' che lo hanno letteralmente linciato colpendolo con calci, pugni e bastoni. Anche in questo caso bandiere rosse con la falce e il martello e i soliti cori: "Via fascisti e polizia". Matteo Salvini ha così commentato: "Pazzesco. Ecco la ricetta dei professionisti di sinistra della non violenza e dell'anti-razzismo: picchiare selvaggiamente un carabiniere! Vergogna, Fate schifo".

A Macerata il bersaglio preferito dei manifestanti, che schiumavano odio da tutti i pori, era proprio il candidato premier leghista. Oltre alla Kyenge, presenti rappresentanti del Partito democratico e di Liberi e Uguali, mescolati ai nullafacenti dei centri sociali. I kompagni che hanno intonato il vergognoso coro inneggiante alle foibe reggevano uno striscione con impresso il volto di Salvini che così recitava: "Contro i fascisti e chi li ha sdoganati". Il segretario della Lega ha commentato: "Da italiano mi vergogno che nel giorno in cui vengono fermati tre nigeriani per aver ucciso e massacrato una ragazza italiana ci sia la sinistra che sfila in piazza contro il razzismo e pensando al passato, mentre noi guardiamo al futuro" aggiungendo poi "Macerata, corteo anti-razzista, pro-immigrati e pacifista: diversi manifestanti cantano 'ma che belle son le foibe da Trieste in giù'. Torino, corteo anti-fascista: sassi, bottiglie e bombe carta contro i poliziotti. Vergognatevi, vermi".


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