cantonata spaziale

Crosia, il falso UFO della Madonna

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Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

Il 2 giugno 1987 (il 30 maggio secondo altre fonti; la data del 2 giugno è testimoniata da Maria Rosaria Omaggio), alle ore 22.10 a Mirto Crosia di Cosenza, un centinaio di persone si recavano alla chiesetta della Mater Dolorosa e della Pietà in località Cozzo della croce, a trecento chilometri dall'abitato, ove due adolescenti, Vincenzo Fullone e Anna Blasi, dicevano di comunicare con la Beata Vergine; quando i ragazzi uscirono dallo stato di estasi annunciarono un segno della presenza della Madonna. I testimoni dissero di vedere in cielo uno strano punto luminoso.
Uno dei presenti, il barbiere Pasquale Campana, registrò il fenomeno per oltre sei minuti un filmato con una videocamera portatile. La notizia giunse alle orecchie della giornalista Anna Maria Turi, in vacanza in Calabria in quei giorni, ed in breve il filmato venne acquistato, per una somma allora considerevole, dalla RAI che lo trasmise nel corso della trasmissione Incredibile con Maria Rosaria Omaggio.

Ad avvallare il filmato, che mostra una sfera diafana con un foro al centro ed i bordi spezzati e che compie strane evoluzioni (risultate però prodotte dai continui spostamenti del cameraman, che a un certo punto - sue parole - è stato spintonato dalla folla), il chimico ufologo C.M., interpellato per dire la sua su ciò che la gente di Crosia interpreta come "il segno della Madonna" e l'ufologo come un disco volante (Malanga scriverà anche un libro al riguardo).

M. opterà per la tesi dell'UFO e la ribadirà anche sul Giornale dei Misteri n. 202, agosto 1988 pp. 3-5, scriverà: "Prodotto di una tecnologia aeronautica del tutto estranea a quella nota". Ad Incredibile M. sostiene che il disco presenta una modanatura centrale che lascia supporre una struttura a stella che si apre e si chiude. Ecco come lo racconta Maria Rosaria Omaggio nel suo libro Il mio viaggio nell'incredibile: "Una fonte illuminata dal basso con le caratteristiche apparenti di un oggetto solido avente forma discoidale con una modanatura a forma di V rovesciato posta a 180° da una più ampia modanatura a forma trapezoidale con la base minore posta in basso. L'oggetto in questione presenta anche un foro centrale stellare a otto punte non luminoso (definito dai testimoni la stella della Madonna), quasi una sorta di struttura variabile dello scafo. L'oggetto risulta più luminoso quando si ha l'impressione che si allontani, il che dimostra che è illuminato da una fonte esterna (e invece la perdita di luminosità è un tipico difetto della zoomata; N.d.R.). La velocità di tale effetto esclude la possibilità che l'operatore (come del resto mi ha dichiarato durante l'intervista) abbia effettuato zoomate. L'evenienza di un falso, se non da escludersi, è da ritenersi altamente improbabile, ma la velocità di molto superiore a quella del suono che non ha fatto percepire ad alcuno dei presenti il caratteristico bang solleva l'inquietante ipotesi che fosse un'immagine olografica, cioè un'immagine tridimensionale comunque di impossibile realizzazione umana all'attuale stato di ricerca...".

La belga SOBEPS e gli ufologi Ferryn e Munsch si accorsero subito che l'UFO a Batman altro non era che un'aberrazione della telecamera (filmati analoghi vennero recuperati ad Amay in Belgio dalla SOBEPS stessa e in America dalla ricercatrice Linda Howe). Molto semplicemente, quando, filmando una luce, si apriva al massimo il diaframma automatico della videocamera (terminando la messa a fuoco), la stessa riprendeva il proprio anello interno, che ha la funzione di proteggere la struttura meccanica della videocamera dalle luci troppo intense. L'ufologo Gilles Munsch, analizzando il filmato, se ne accorse subito ed il collega Patrick Ferryn e altri ufologi hanno fatto esperimenti con varie luci e videocamere, riuscendo a ricreare le stesse forme viste a Crosia e notate anche in altri avvistamenti.


Il CISU, nella sua pubblicazione UFO, in un articolo a firma Gian Paolo Grassino, ha scritto: "C.M. ha dedotto, previo studio al computer dell'immagine digitalizzata, che il corpo era illuminato da una fonte esterna, non visibile nel filmato ma localizzabile sulla destra del teleschermo, che le diminuzioni di luminosità erano causate da una rotazione dell'oggetto attorno al suo asse verticale, che durante i rapidi spostamenti dell'oggetto, che in alcune sequenze sembrano decisamente a velocità superiore a quella del suono, non si è percepito il caratteristico bang. Infine dopo aver concluso che quella che è stata ripresa nel cielo di Crosia è l'immagine di un oggetto che appare come il prodotto di una tecnologia aeronautica del tutto estranea a quella oggi nota, M. si è spinto a discutere sulla sua fisicità, fino ad inventarsi la possibilità di una immagine proiettata su di un ipotetico telone appeso in un imprecisato punto nel cielo di Crosia: un'immagine tridimensionale presente in uno spazio a due dimensioni come fosse stata costruita con una tecnica tipo laser. L'ingenuità, la superficialità, la disarmante fantasticheria di queste affermazioni lasciano stupefatti: sarebbero bastate un po' di umiltà e di attenzione per accorgersi che gli effetti di ingrandimento/rimpicciolimento erano dovuti allo zoom della telecamera, così come una maggior dose di prudenza avrebbe evitato una simile figura, resa più marcata dalla successiva, tardiva retromarcia di fronte alle incontrovertibili immagini prodotte da Gilles Munsch e dal gruppo SHADO, nonché dalle analisi di Patrick Ferryn. Nonostante le ripetute affermazioni di M., non è mai stata presentata nessuna immagine digitalizzata al computer, né si sono visti i risultati di alcun pattern di analisi fotografica, né i dati tecnici delle ipotetiche apparecchiature utilizzate per la digitalizzazione. Ma non basta, l'unica immagine prodotta tramite elaboratore elettronico è una banale ricostruzione del contorno della luce di Crosia, riprodotto con una stampante ad aghi di basso livello, di basso livello".

Anche il CICAP, sul numero 46 della rivista Scienza e paranormale scriverà: "M. afferma: Tale oggetto è illuminato da una fonte esterna non visibile ma localizzata sulla destra, ma nel filmato non ci sono punti di riferimento stabili e utili per descrivere le luci presenti. M. afferma: Non esiste uno zoom così rapido in nessuna telecamera da far allontanare l'immagine dell'oggetto con la elevatissima velocità presente, mentre proprio la struttura dello zoom ha alterato l'immagine. Altra affermazione: Rapidi spostamenti dell'oggetto, che in alcune sequenze sembrano decisamente a velocità di molto superiore a quella del suono in un ristretto angolo visuale, ma non si può determinare velocità e spostamento del punto perché non ci sono punti di riferimento stabili o con velocità nota, e occorre considerare che l'operatore può non tenere ferma la videocamera. L'analisi al computer di questo filmato non consente di determinare misure in metri del diametro e dello spessore dell'oggetto, perché non ci sono oggetti di misura nota come paragone...".

Ma si potrebbe obiettare che CISU e CICAP siano associazioni fondamentalmente scettiche; ma anche il CUN Milano, presenti ingegneri ed astrofili, ripetè l'esperimento, filmando con una Sony handicam a 8 per (ingrandimenti) una luce, ottenendo la stessa aberrazione.
E Roberto Pinotti, all'epoca segretario - oggi presidente - del CUN, scrisse su Filo diretto, n.10, maggio-dicembre 1990: "I peculiari contorni mostrati dai due UFO di Crosia e Amay (e in particolare le 'sbeccature') possono essere stati prodotti da un fenomeno di defocalizzazione propria dell'ottica della videocamera".

Sul sito del CUN Piemonte leggiamo: "In alcuni casi dell' ondata belga l' uso della videocamera ha consentito di ottenere delle documentazioni videoregistrate di notevole interesse. Ma anche di chiarire un fenomeno di indiscutibile importanza, legato alla ottica degli apparecchi da ripresa. Fra i filmati di UFO belgi, da quello di Amay in poi, appaiono oggetti circolari dai contorni peculiari "sbeccati". Oggi sappiamo che certe immagini, come quelle registrate durante le riprese di un UFO nel cielo di Crosia (Calabria) nel 1987, sono dovute all'ottica della videocamera che, nella fase "autofocus", produce questo tipico effetto. Ma sia chiaro che non è vero che l' immagine è falsa. Essa è, piuttosto, non conforme alla apparente configurazione dello oggetto ripreso (in genere una luce puntiforme)".

Alla fine, dunque, niente segno della Madonna, niente UFO. La luce nel cielo era probabilmente Venere. E l'UFO filmato nulla di più che una comunissima aberrazione della videocamera, che potete anche voi riprodurre filmado una luce molto intensa e zoomando al massimo (se volete, filmate una luce da un tv avvicinando la vostra vecchia handicam al televisore, in funzione macro e zoomando sino a 8 per). Noi lo abbiamo fatto con dei lampioni del viale Affori di Milano, usando una semplice Sony Handicam ad 8 per. Ed ecco il risultato. Le foto finali che vi mostriamo riprendono lampioni, che zoomati ci regalano l'effetto Crosia...

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