Capitale dell'inefficienza

Scandalo elezioni a Roma: dopo 7 giorni si stanno ancora contando le schede

I numeri non tornano e i magistrati confermano: scatoloni dispersi, preferenze confuse, verbali in bianco. Lega e Noi Con Salvini annunciano ricorso al Tar

Redazione

Il vero risultato delle elezioni amministrative della Capitale forse non lo conosceremo mai. A una settimana dalla chiusura dei seggi, il conteggio delle preferenze è ancora in alto mare e i numeri non tornano. Verbali non compilati o scritti a matita, scatoloni con le schede scomparsi e poi riapparsi, urne ancora da aprire con decine di migliaia di voti ancora da contare per i municipi, gli ultimi a essere scrutinati: così a Roma si assiste all'ennesimo caos, e i tentativi di conteggio proseguono davanti ai giudici. Le schede di 21 sezioni fantasma del II Municipio saranno conteggiate solo in parte, si andrà al ballottaggio senza il risultato esatto espresso dalle urne: lo ha confermato venerdì mattina la commissione insediata all'ufficio elettorale centrale, presieduta da un magistrato, inviata dalla Corte d'appello. Si stanno ancora contando i voti delle 26 sezioni senza un esito certo per il consiglio comunale, ma per i municipi ci si affida alla situazione fotografata dai verbali, anche se sono non di rado incompleti, lasciati a metà, non firmati, senza l'esito del conto delle preferenze; solo per quelle sezioni in cui manca proprio un conto finale allora si procede al riconteggio.

In Via Arcadia, tra le esalazioni di una discarica a cielo aperto di veicoli bruciati e arrugginiti dell'Ama e quelle dei capannoni prefabbricati in amianto dell'ex Fiera di Roma, avviene il cosiddetto "conteggio" dei voti. All'interno di ogni hangar ci sono 45 gradi, decine di facchini vanno su e giù, i montacarichi sono stracolmi di schede smarrite, al municipio 15 ancora non è arrivato nulla, all'1 invece ci sono migliaia di verbali, scrutinatori che tentano di leggere ma sopratutto assegnare le preferenze riportate, candidati che tentano di comprendere quelle preferenze, di quale sezione si parli, che numeri abbiano letto. Ogni tavolo rappresenta un municipio, per ogni municipio ci sono un magistrato e migliaia di buste sigillate, ad ogni busta corrisponde a una sezione, ma ci sono buste che sorprendentemente non contengono i verbali, ci sono verbali che non sono redatti, allora si guardano le tabelle di scrutinio, ma anche queste sono incomplete, e poi ci sono gli errori degli scrutinatori e i candidati che tentano di correggerli, le urla, i numeri che volano e gli sbagli: 7 o 17? Del Vescovo o Del Vecchio? Bisogna chiamare il tecnico perché il computer si è inceppato, le buste senza verbali vanno messe per terra laggiù che poi ci pensiamo, intanto andare avanti... Le schede annullate sono ammucchiate alla rinfusa nel capannone dove c'è la macchinetta per l'acqua, in bella vista, alla mercé di chiunque. Alcuni voti ogni tanto finiscono alla lista sbagliata, altri per errore a un altro candidato, allora intervengono i rappresentanti, ognuno a tutelare la sua lista cercando di riparare agli sbagli.

Nel I municipio, su 165 seggi sarebbero una trentina quelli dove sono state riscontrate irregolarità. A Prati ci sono seggi in cui mancano totalmente le preferenze dei consiglieri municipali: registri vuoti, senza le preferenze di lista; decine di voti che possono fare la differenza per un posto in Consiglio. Sempre nel centro storico, a Testaccio, c'è stato il giallo dello scatolone sparito e poi misteriosamente ritrovato, ma il caso peggiore rimane il II municipio. Nelle zone di Parioli e Flaminio ci sono 21 sezioni su 150 ancora chiuse, mai scrutinate per mancanza di tempo o, è scritto nei verbali, "per eccessiva stanchezza". Qui il quadro è particolarmente critico perché se il primo posto al ballottaggio non è in discussione per Francesca Del Bello, candidata Pd, il secondo è stato assegnato a Fabio Fois, candidato del Movimento Cinque Stelle. "Siamo arrivati a 300 voti - assicura - con il riesame di tutti i voti scrutinati, è chiaro come 21 urne possono essere decisive per cambiare il risultato". Quasi impossibile in questo caso non passare per il Tar. Un presidente di seggio del municipio di Ostia cerca di giustificarsi: "Gli orari massacranti di questo scrutinio hanno sicuramente contribuito al caos che abbiamo visto per quanto riguarda i voti municipali. Dobbiamo calcolare che i seggi hanno aperto alle 7 del mattino e chiuso alle 23. Subito dopo è partito lo scrutinio, andato avanti fino alle 12 del lunedì, limite di scadenza della consegna del materiale".

Tra mille regole che in pochissimi conoscono, indicazioni del Ministero dell'Interno impossibili da eseguire (su una delle buste dove inserire il materiale si richiede l'estratto del verbale, ma è un documento che i seggi non hanno) e la scelta improvvida di votare solo un giorno e aprire immediatamente le schede per lo scrutinio, il risultato è un caos ancora da districare: per le anomalie i giudici escludono il riconteggio e i candidati sono pronti a battagliare in tribunale. Urla allo scandalo Barbara Saltamartini, parlamentare di Noi Con Salvini: "Si rischia di falsare i risultati e mandare al ballottaggio chi non ne ha il diritto, solo perché il magistrato designato presidente in questo seggio, si rifiuta al momento di ricontare 21 sezioni su cui non c'è certezza delle preferenze espresse per i candidati presidenti. Un vero e proprio scandalo visto che tutti i rappresentanti dei partiti a partire dalla Lega, con l'unica eccezione del M5S, hanno richiesto che venga effettuato il riconteggio". Gianmarco Centinaio, capogruppo della Lega in Senato e responsabile del Lazio e Roma per Noi Con Salvini, conferma il ricorso al Tar: "Nel caos di questi giorni emerge in particolare l'assurdo caso del II Municipio per il quale annunciamo già ricorso. I magistrati hanno deciso di non procedere al riconteggio delle schede. Eppure non mancano vizi gravi ed evidenti di forma e sostanza in molti verbali, alcuni dei quali consegnati in bianco, incompleti o contraddittori. E ci sono persino seggi dove non è stata scrutinata nemmeno una preferenza. Il risultato nel secondo municipio è esplosivo: ci sono poche centinaia di voti di differenza su un totale di oltre 74 mila votanti tra i due candidati che andranno al ballottaggio domenica 19. Chiederemo al Tar che siano riconteggiate le schede: chiediamo il rispetto delle regole e dei cittadini, la cui volontà è sovrana".

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