GALLERY / Il business dell'accoglienza

Stop invasione: a Grado 300 cittadini in piazza contro l'arrivo di 18 "profughi"

Il sindaco di sinistra li vuole alloggiare in agriturismo. Lega e manifestanti temono che la loro presenza possa provocare tensioni e danneggiare il turismo

Redazione

Mentre i sindaci leghisti di Monfalcone, Fogliano Redipuglia e Dolegna hanno detto no all'arrivo di una parte dei 598 richiedenti asilo che il Governo aveva destinato in Friuli, il primo cittadino buonista di Grado, Dario Raugna eletto a capo di una lista civica di sinistra, ha invece deciso di accogliere nella cosiddetta "Isola del Sole" 18 aspiranti profughi, finora ospitati nel Cara di Gradisca d'Isonzo. Appena la notizia si è diffusa, il centrodestra è insorto e la popolazione si è imediatamente mobilitata. All'attacco della giunta comunale è partito il leghista Enzo Tirelli, che ha definito "Raugna & co. comunisti mascherati da civici, che rispondono alla governatrice Debora Serracchiani". In tutto, come ha reso noto lo stesso sindaco, "sono arrivate diverse richieste per ospitare 80 migranti in strutture private nel centro di Grado". Questi primi 18 sono destinati a Fossalon, precisamente all'agriturismo Anna House.

Raccogliendo l'appello delle opposizioni, almeno 300 cittadini sono scesi prontamente in piazza, di fronte al municipio, per protestare abbandonando le loro consuete attività. Poco prima dell'inizio del Consiglio comunale, i manifestanti hanno sfilato in modo pacifico ma determinato, chiedendo al Comune di non procedere con l'accoglienza dei clandestini che dovrebbero arrivare nella struttura ricettiva. In aula sono stati fatti entrare soltanto una cinquantina di rappresentanti di quanti sono contrari all'arrivo degli immigrati, che hanno seguito i lavori fino al momento in cui i consiglieri del centrodestra hanno abbandonato l'aula in segno di protesta. A quel punto, anche la rappresentanza dei cittadini se n'è andata per protesta dal municipio. Il numero legale è stato garantito e la discussione sulle tre mozioni presentate sul tema dell'accoglienza è proseguito ugualmente, con i soli rappresentanti della maggioranza.

La protesta non si limita però alla sola manifestazione fuori e dentro la casa comunale: è stata infatti anche avviata una raccolta di firme, affinché venga indetto un referendum consultivo (servono almeno 800 sottoscrittori) sulla questione: la cooperativa che specula sull'accoglienza vorrebbe però bypassarlo, andando a trattativa privata per poter così inserire i 18 aspiranti profughi in una struttura non comunale senza che la decisione possa venire in alcun modo ostacolata dal parere contrario della maggioranza dell'opinione pubblica. Sia le opposizioni che i cittadini temono che oltre alle tensioni e alle violenze tipiche di ogni luogo dove si insediano immigrati, la stessa economia di Grado, importante centro turistico e termale, possa venire danneggiata dalla presenza dei richiedenti asilo. Purtroppo in numerosi altri episodi simili è avvenuto esattamente questo: zone prima turistiche, trasformate in campi profughi.

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