bilaterale o assolo?

Putin incontra Renzi. Ma il Premier gioca per c***i suoi

Poi si atteggia a paladino della Russia promettendo di far annullare le sanzioni a Mosca. Dimenticando il danno economico prodotto all'Italia quando ha avvallato le decisioni Ue

Alfredo Lissoni

La faccia di Putin che guarda Renzi che giocherella con l'Iphone durante un incontro basilare per la stesura di contratti del valore di 1,3 miliardi di dollari la dice lunga. Sembra quella della maestra bonaria e paziente che sopporta il Lucignolo di turno, o del pesce Marlin che, andando alla ricerca di Nemo, cerca di far capire alla svalvolata Dory che c'è un pescecane che sta per mangiarla. E lei continua imperterrita a cazzeggiare con la testa tra le nuvole. Pardon, tra i flutti.


No, perchè all'incontro bilaterale (o era un assolo?) tra Putin e Renzi si è parlato di soldi, e non pochi, visto che la pirlata di avvallare le sanzioni Ue contro la Russia sinora c'è costata 3,6 miliardi di euro, il crollo delle esportazioni del 27,5% e danni nell'agroalimentare di 20 milioni di euro al mese. Ed ha ovviamente portato alla chiusura di non poche aziende italiane. Grazie a Dio, anzi a Putin, Mosca si è dimostrata più signora del Governo italiano e il presidente russo quegli accordi li ha firmati.

A quel punto, un distrattissimo Premier italiano (per forza, se sta sempre col cellulare in mano!), in cerca di un riscatto di immagine all'estero, si è scatenato nella consueta sarabanda di sparate (quelle giornaliere, l'Almanacco renziano del giorno dopo) a beneficio dei media, archiviando d'un botto le figuracce al G7 dell'anno scorso, quando la Merkel aveva imposto, col pugno di ferro, la volontà sanzionatoria. E l'Italia s'era calata le brache. "Alla prossima riunione degli ambasciatori chiederemo che di sanzioni si discuta in sede di Consiglio, e non ci sia il rinnovo automatico, che si possa sentire qual è lo stato dell'arte degli accordi di Minsk con la constatazione di chi ha fatto cosa e in che tempi", dice adesso Renzi, al termine del bilaterale con il presidente russo, al Forum economico di S.Pietroburgo.


"Il punto è richiamare tutti a implementare il protocollo di Minsk", ha aggiunto il Matteo di Stato; "lo facciamo con i partner europei, con gli amici russi e con gli amici ucraini, cui diciamo con chiarezza che l'accordo va implementato da parte di tutti. Una posizione molto seria e coerente". Parlare di coerenza, dopo che si sono votate le sanzioni e dopo che si è visto il danno economico (100 miliardi di euro per l'intera Europa) che lo stop alle esportazioni in Russia ha causato al nostro e a tutti gli altri "partner europei" tirati in ballo da Renzi, è paradossale. Ma tant'è. La speranza è che si giunga quanto prima ad una soluzione alla crisi diplomatica fra Ue e Mosca, pasticcio nel quale - nonostante i ripetuti appelli della Lega - il nostro Governo si è gettato a capofitto, incapace di dire no allo strapotere Ue.

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