Essere italiani non è gradito a Facebook

Lorella Lattavo
Dire ciò che si pensa, anche in maniera ironica, sperando che dall'altra parte vi siano persone col cervello anzichè con la segatura, su Facebook sta diventando impossibile. Siamo in una dittatura bieca, falsa, ipocrita, centomila volte peggio di quella stalinista che almeno sapevi essere quello che era, mentre qui vogliono farla passare per democrazia, mettendo nel secchio quella vera, frutto di anni di civiltà e di conquiste sociali. Non si possono più usare certi termini, da sempre esistenti nel vocabolario e da sempre sulle nostre bocche senza essere considerati dispregiativi come ora. Ma non solo: anche postare una goliardata come una foto che ho postato sul mio profilo la quale ritraeva mio marito con una camicia di un colore che richiamava un certo periodo storico ma nulla più, mi è costato il blocco temporaneo del profilo. Pazzesco no? Indubbiamente la storia fa cilecca dietro le quinte di Facebook, si guarda a quel periodo solo in una data prospettiva, quella purtroppo della seconda guerra mondiale, mentre si evita tutto ciò che di buono per il popolo c'è stato. In primis il rispetto e la voglia di fare qualcosa a favore della gente. All'epoca non c'era la cosiddetta " buona scuola" di Renzi, per la quale oggi i giovani protestano e i cui risultati sono un fuggi fuggi di ragazzi in cerca di un posto dignitoso. All'epoca non ci stava l'elemosina delle 80 euro ma le famiglie godevano di incentivi, soprattutto se con bimbi piccoli e bisognosi di cure, all'epoca si andava in pensione all'età giusta e non come ora che arrivi alle soglie del camposanto lavorando, grazie a madama Fornero. Certo il benessere inteso come era negli anni 60-70 non ci stava, ma c'era quella che oggi manca: la determinazione e l'orgoglio di essere italiani. Ogni epoca storica, bella o brutta che sia stata, ha tanto da insegnare, ma forse sul social network più famoso del'universo si ragiona con le fette di prosciutto sugli occhi. Si vuole far tacere chi non è d'accordo su questa immane tragedia dell'invasione barbarica proveniente dall'Africa, chi non accetta tasse inique e restrizioni del proprio diritto di proprietà, che viene tolto con la forza per permettere a gente che non ha diritto a stare nel nostro Paese di godere di ogni confort a spese nostre. Insomma è proibito essere italiani. Eppure in quell'epoca che tanto dà fastidio al social di Zuckenberg, c'era un motto: " Taci il nemico ti ascolta" e " Sei sempre sorvegliato"...allora caro Facebook come la mettiamo? Ti comporti esattamente come in quel periodo storico che ti sta tanto stretto il cui solo accenno costa il blocco del profilo al malcapitato utente che lo ha fatto. In ogni caso è la libertà di pensiero a pagarne lo scotto. Come allora pure oggi. E come diceva Giovambattista Vico: " Flusso e riflusso"...la storia si ripete, solo che ora si è di fronte ad un altro nemico subdolo, la democrazia mascherata da dittatura. E non ci sta nemico peggiore.

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