007 per un giorno

GALLERY / Era Libia, ora è Barconistan

È sufficiente utilizzare Google per scoprire quali sono i porti attivi e le zone ad "alta densità" di trafficanti di uomini

Alessandro Morelli

I veri padroni della Libia sono i gommoni. Mentre l'uomo della strada pensa che ci siano decine di 007 nella control room segreta di qualche ministero a verificare le minacce internazionali ed osservare con il lungo occhio dei satelliti i peggiori teatri di guerra, mentre ci immaginiamo che uomini con "gli stivali sulla sabbia" stiano guerreggiando per interrompere il lavoro dei negrieri del terzo millennio che con i viaggi della speranza verso l'Europa finanziano le mafie e il terrorismo, il Populista ha fatto quello che ogni utente web può fare: scandagliato tutta, ma proprio tutta, la costa libica per cercare di capire se le strutture dei negrieri siano realmente inespugnabili.


I media italiani propinano all'opinione pubblica l'immagine di un Paese in mano a due fazioni in guerra nel quale torme di scafisti gestiscono il traffico di poveracci che cercano una vita migliore e noi, solo a livello indicativo, non potendo disporre dei potentissimi satelliti militari a disposizione di Alfano, Renzi e delle forze di sicurezza che sicuramente hanno contezza di quello che avviene dall'altra parte del Mediterraneo, ci siamo affidati a Google Earth, scovando i porticcioli nei quali sono "parcheggiati" i gommoni pronti a partire e notando come invece i grandi porti delle principali città rivierasche siano pressocché abbandonati.


Nella fotogallery abbiamo deciso di inserire tutti i luoghi di sosta di natanti di qualunque dimensione che chiunque può trovare su web così che i nostri lettori si facciano una loro idea sulla possibilità o meno di intervenire da parte di forze di sicurezza che intendano interrompere il traffico illegale che arricchisce le mafie. Comunque la pensiate la realtà che risulta dalle immagini è chiara: i porticcioli dedicati all'attracco dei gommoni sono molto pochi, ben definiti e individuabili. 

È evidente che la nostra inchiesta intende essere indicativa di una situazione che rappresenta pienamente la realtà: mentre il Parlamento vota l'invio di 300 militari italiani a sostegno della fazione ritenuta meno pericolosa, il Governo italiano in questi anni non ha avuto alcuna intenzione di intervenire per interrompere le partenze.

Mentre nei confronti della Siria da anni è in atto un embargo dei Paesi occidentali che blocca persino l'arrivo di medicinali, noi non riusciamo neppure a interrompere la fornitura di centinaia di grossi natanti usa e getta che vengono stipati con tutta probabilità nei container in arrivo sulle pochissime navi commerciali che vedete nelle foto della nostra gallery.

Ora, con le immagini davanti agli occhi, qualcuno vuole ancora convincerci che sia impossibile fermare le organizzazioni mafiose di negrieri?

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