pretendono di non rispettare le nostre leggi

GALLERY / NcS fa chiudere le moschee abusive. Insorgono gli islamici

Dopo le denunce del capogruppo Noi con Salvini al V Municipio di Roma sono scattati i controlli della polizia municipale. Musulmani in strada per chiedere il dissequestro delle strutture al grido di Allah Akbar. Fabio Sabbatani Schiuma: "Grave provocazione islamica"

Marco Dozio

Noi Con Salvini fa chiudere le moschee abusive di Roma e gli islamici protestano al grido di “Allah Akbar”. Prima con manifestazioni non autorizzate nei quartieri, poi con un raduno che si è tenuto venerdì all’ombra del Colosseo, lanciando una sfida alle autorità (e non solo) nel luogo simbolo della Capitale.

Di fatto i musulmani si ribellano all’applicazione della legge, ai sigilli apposti dalla polizia municipale ai luoghi di culto abusivi. Tutto è partito dalle coraggiose denunce di Fabio Sabbatani Schiuma, capogruppo di Noi Con Salvini al V Municipio, che ha segnalato uno per uno garage, scantinati e magazzini trasformati illegalmente in moschee nei quartieri popolari e ad alta densità islamica come Centocelle e Torpignattara. Indicazioni precise alla polizia municipale, quindi la presentazione di un dossier al prefetto con l’obiettivo di ristabilire un minimo di legalità. Da lì è cominciato il giro di vite, che ha portato anche alla denuncia dei proprietari dei locali e delle associazioni culturali che li gestivano.

“Abbiamo assistito a una vera e propria provocazione islamica, mascherata da preghiera: al Colosseo infatti si è tenuto un vero e proprio comizio politico per protestare contro l'applicazione della legge, ossia contro quei sigilli che i vigili hanno apposto ai loro reiterati abusi", spiegano Sabbatani Schiuma e Felice Squitieri, coordinatore romano di Noi Con Salvini. “Si poteva risparmiare alla città la strumentalizzazione del luogo simbolo del martirio dei primi cristiani e della via crucis papale, così come anche stigmatizzato dal portavoce della Grande Moschea, Omar Camilletti. Queste persone pretendono di essere al di sopra la legge, di sfuggire alle regole che ogni italiano è tenuto a rispettare”.

Si tratta, tra le altre cose, di abusi edilizi e di gravi violazioni delle norme di sicurezza che mettono a rischio l’incolumità dei romani che abitano in quei palazzi. “La situazione è al limite, anche se i grandi media non la raccontano. Dopo la chiusura delle moschee illegali si sono verificate diverse manifestazioni non autorizzate, in particolare della comunità bengalese, arrivando addirittura a celebrare funerali a cielo aperto. Per non parlare del pericolo terrorismo: a Centocelle è stato arrestato il quarto attentatore di Londra”, aggiunge Sabbatani Schiuma.

Gli islamici pongono richieste precise, messe nero su bianco dall’associazione Dhuumcatu, tra cui l’immediato dissequestro delle moschee abusive, nuovi giorni festivi, circoncisioni e altri finanziamenti pubblici.

"Chiediamo quantomeno" (così scrivono)
1. il riconoscimento di tutte le sale preghiera come luogo di culto
2. che venga disposto l’immediato dissequestro dei locali in questione
3. il riconoscimento della fine del Ramadan e del sacrificio del profeta Abramo come giorni festivi dei lavoratori
4. concessione di aree cimiteriali per i cittadini di fede islamica
5. il riconoscimento del matrimonio islamico (celebrato presso le sale preghiera)
6. in quanto servizio destinato alla collettività, il rimborso minimo del 50% da parte dell’amministrazione di: affitto delle sale preghiera, luce, acqua.
7. la possibilità per i minori, di effettuare la circoncisione maschile presso le ASL"

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