il bureau a caccia di tecnologia aliena

L'Fbi? Investigava sugli investigatori. E cercava di carpire i segreti degli UFO

0
Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni

Alfredo Lissoni è insegnante di religione e scrittore, socio del Centro Ufologico Nazionale, si occupa da molti anni di ufologia; milanese, già collaboratore del Nuovo Giornale di Bergamo, ha al suo attivo diverse collaborazioni per le principali riviste del settore: Notiziario UFO, Dossier Alieni, Giornale dei misteri, X-files, UFO dossier X, UFO Notiziario del CUN, Oltre la conoscenza, Oltre l'ignoto. Autore di programmi radiotelevisivi e consulente esterno per trasmissioni Mediaset, spesso in TV, ha realizzato diverse opere multimediali per Peruzzo; autore dell'enciclopedia Misteri e verità, ha altresì gestito un videotel ufologico ed è autore di 24 libri sugli UFO.

L'FBI investigò sugli UFO ma soprattutto - essendo composto da detectives - sui testimoni, su chi come George Adamski diceva di parlare con gli E.T. e sui casi in cui erano coinvolti ad esempio poliziotti, come nel caso Socorro, ma anche su ciò che le Forze Armate dicevano; un memo di un agente di San Antonio al direttore dell'FBI, in data 31 gennaio 1949: "...il soggetto delle aeronavi non identificate o dischi volanti è considerato dall'Esercito e dell'Aviazione come top secret", con un livello di segretezza addirittura superiore a quello della bomba atomica". Se da una parte è vero che gli X-files non ricadevano nelle competenze specifiche di un Bureau più rivolto a prevenire crimini quali terrorismo e delitti politici, mafia e criminalità e organizzata, dall'altra va detto che, occasionalmente, gli agenti di Hoover in più occasioni si trovarono costretti a investigare su avvistamenti UFO (forse temendo un pericolo rosso, tanto paventato dall'onnipotente direttore Hoover; ricordiamo la frase "L'URSS è stata impegnata nella sperimentazione di un tipo sconosciuto di disco volante" apparsa su una Circolare dell'FBI del 25 marzo 1949).

Ma l'FBI, con Kenneth Rommel, seguì anche le mutilazioni animali, in seno ad una "Commissione Martinez", creata nel Nuovo Messico. Nei nove mesi che seguirono l'inchiesta Rommel più che venire a capo dell'enigma cercò ogni pretesto per demolire il fenomeno. Non riuscendovi, diffamò il veterinario che aveva portato gli episodi alla luce. Tanto bastò all'FBI per liquidare il caso, proprio come nei telefilm di X-files. Essendo molto pratica, l'FBI entrò in gioco puntando al nocciolo della questione, cercando cioè di scoprire come fossero fatti i flying saucers. Abbiamo una diretta conferma su questo punto da una lettera datata 10 febbraio 1978 e rilasciata dal direttore dell' FBI Clarence Kelley agli ufologi. "Le indagini di avvistamenti UFO - diceva la missiva - non ricadono nella giurisdizione  investigativa dell'FBI, tuttavia quest'organismo ha collaborato per un limitato periodo di tempo con l'Air Force". Più precisamente, queste indagini a tappeto furono effettuate il 1 ottobre 1947, dopo una richiesta di informazioni da parte del generale George Schulgen contenuta in un rapporto datato 10 luglio 1947, steso dall'ufficiale FBI E.G.Fitch. Tuttavia, la parte più interessante del documento era un memorandum firmato addirittura dal mitico direttore dell'organismo federale, Edgar Hoover, che affermava: "Possiamo insistere per avere pieno accesso ai dati sui dischi recuperati...".


Quindi, da parte dei vertici dell'FBI, c'era uno spiccato interesse per i rottami custoditi dai militari tra i quali, vista la data della lettera, quelli del caso Roswell. E non solo quelli. Il memorandum, infatti, continuava così:"Per esempio, nel caso LA, l'esercito ne catturò uno". Che cos'era il caso LA? Il documento non offriva indicazioni sufficienti per capirlo. Fortunatamente qualche anno dopo, consultando i resoconti del Blue Book, gli ufologi poterono finalmente trovare un file che riguardava un caso datato 7 luglio 1947, località Shreveport in Louisiana, dal nome in codice La. Il rapporto descriveva il ritrovamento da parte dei militari di un disco di alluminio di sedici pollici, in una zona che venne prontamente recintata con serpentine di filo spinato. Dal disco usciva del fumo. Finalmente era stato acchiappato un disco volante? Un altro, almeno? Così pensarono i militari che, quando si avvicinarono all'ordigno, ebbero una brutta sorpresa. Quando l'oggetto venne esaminato, i militari vi trovarono con stupore la scritta made in USA. Questo episodio non incrinò minimamente l'interesse governativo sugli UFO, specie dopo che l'FBI ricevette un allarmante messaggio dell'USAF. Che diceva:

Da: A. M. London

A: Fafdel

AIX 6328 8 agosto 1947

Il tuo AIX 14 - 7 29o

Durante un normale volo notturno, alle ore 22.30 del 16 gennaio 1947, la rotta di uno dei nostri Mosquitos venne dirottata da un oggetto non identificato a ventiduemila piedi d'altezza [...] Il velivolo non identificato sembrava attuare un'efficace azione di controllo evasivo. Nessuna spiegazione di questo indicente è stata possibile, né il fenomeno si è ripetuto.

Un UFO aveva pericolosamente interferito con un aereo militare. E questo era avvenuto prima della cosiddetta nascita ufficiale dell'ufologia, ben cinque mesi prima. L'Aeronautica lo sapeva. Questo conferma allora ciò che per anni ha sospettato il compianto ufologo Lord Clancarty che aveva scritto: "Sono convinto che l'Aeronautica sapesse sin dal 1947 cosa fossero gli UFO, e forse anche da prima". A questo punto possiamo ben comprendere l'interesse dimostrato dall'FBI. Interesse che però non portò a nulla, a causa dell'ostruzionismo della CIA. Nel settembre di quell'anno la collaborazione con l'USAF entrò infatti in crisi, ufficialmente con la scusa degli elevati costi di investigazione. Questa situazione di disagio emergeva in una lettera del 3 settembre, spedita dal Quartier Generale della Difesa Aerea di Mitchel Field, nello stato di New York.


Il documento, firmato dal generale Stratemeyer, diceva: "L'Air Force vorrebbe intervistare i testimoni più attendibili, ma l'FBI vorrebbe investigare sugli incidenti di dischi volanti ritrovati a terra". La diatriba arrivò ad un tale punto di rottura che il 27 settembre Hoover fu costretto a scendere in lizza. Questi spedì una lettera al generale George Mac Donald per ribadire quanto denunciato già da Stratemeyer, precisando inoltre di essersi interessato agli UFO dopo aver scoperto le "direttive disseminate in giro dall'USAF". La frattura USAF-FBI si rivelò insanabile in un documento del 1 ottobre, immediatamente esecutivo, che ordinava: "Il Bureau (l'FBI, n.d.A.) ha cessato le sue indagini...Tutti i futuri rapporti riguardanti i dischi volanti andranno all'Air Force e nessuna indagine coinvolgera' gli agenti del Bureau". Una decisione durissima che non ammetteva repliche. Perché questo cambiamento? Mistero. Ma non ce la sentiamo di escludere un'intromissione della CIA. Questo comunque non significò che, da un giorno all'altro, l'FBI avesse smesso di ricevere rapporti, anzi. Per buona parte del 1948, il Bureau utilizzò i suoi uffici per far recapitare i dossier d'indagine all'Aeronautica militare.

Il 31 gennaio 1949 un memorandum intitolato Protezione delle installazioni vitali venne inoltrato da un ufficio di S.Antonio al direttore dell'FBI. Nel documento venivano minuziosamente descritti alcuni avvistamenti. "La prima segnalazione - si diceva - è stata riferita dalla Svezia e si pensava che gli oggetti, di natura sconosciuta, potessero essere di origine russa". In un altro caso si accennava chiaramente ad un razzo munito di una fila di finestrini. Il memorandum concludeva : "Non si è a conoscenza dell'esistenza di alcun esperimento scientifico in questo Paese che possa dare origine al fenomeno". Così, mentre per la maggior parte dell'opinione pubblica gli UFO erano soltanto scherzi o semplici fenomeni atmosferici, l'esercito e l'Aviazione classificavano l'argomento con un bel top secret.


In un altro memorandum del 25 marzo 1949, spedito agli uffici e agli ufficiali dell'FBI, compariva un curioso commento: "Per vostra informazione una fonte attendibile e riservata ha avvisato il Bureau che i dischi volanti sono ritenuti missili umani più che fenomeni naturali. É anche stato stabilito che negli ultimi quattro anni l'URSS è stata coinvolta in esperimenti di tipo sconosciuto sui dischi volanti". Nonostante ciò, l'FBI proseguì i suoi studi. In una lettera del 25 ottobre 1973, il direttore Clarence Kelley avrebbe negato di aver fatto svolgere ulteriori indagini. Nel '76 l'FBI sarebbe stata costretta a declassificare ben 1100 pagine sugli UFO...". Altro che X-files chiusi...

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU