Integrazione impossibile

Firenze, guerriglia tra cinesi e forze dell'ordine per un controllo dell'Asl

Polizia e carabinieri sequestrati, impedito l'accesso delle ambulanze per il trasporto in ospedale degli agenti feriti. In piazza la bandiera della Cina

Redazione

Doveva essere uno dei tanti controlli di routine effettuati dal personale del servizio sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl, nell'ambito del piano triennale previsto dalla Regione, in collaborazione con le forze dell'ordine, in uno dei numerosi "capannoni alveare" che ospita 50 ditte cinesi. Giovedì 30 giugno, nella zona industriale di Sesto Fiorentino, il controllo si è trasformato in vera e propria guerriglia. I cinesi si sono ribellati con violenza aggredendo poliziotti e carabinieri: alla fine circa un migliaio di immigrati si è scontrato con le forze dell'ordine, intervenute in assetto antisommossa. Dal primo pomeriggio fino alle due di notte forti tensioni con lancio di sassi, bottiglie e lattine. Le verifiche avrebbero fatto emergere alcune irregolarità non gravi in uno dei capannoni; quando gli sono state contestate, il titolare cinese dell'azienda avrebbe reagito spintonando il personale della Asl e le forze dell'ordine, usando il figlio di 10 mesi come scudo.

Un gruppo di cinesi si è quindi barricato in un capannone in Piazza Marconi, nella zona dell'Osmannoro dove sono presenti diverse attività gestite da loro; all'esterno si sono radunati centinaia di connazionali che hanno iniziato a lanciare oggetti contro le forze dell'ordine. La situazione sembrava stesse tornando alla calma dopo l'apertura del cancello dell'immobile dove si erano asserragliati, ma poi è degenerata. Gli uomini di polizia e carabinieri sono stati anche vittime di un sequestro: i cinesi li avrebbero rinchiusi in un capannone, applicandovi dei lucchetti; inoltre non hanno permesso l'accesso delle ambulanze per il trasporto in ospedale degli agenti feriti. I volontari hanno raccontato di essere stati bloccati per un'ora chiusi nel mezzo circondato. In serata, in Piazza Marconi è arrivato il vice console cinese a Firenze per cercare di placare la violenza degli immigrati. Un carabiniere di origine orientale si è rivolto alla folla, spiegando le modalità di come polizia e carabinieri intendevano procedere per ascoltare subito i testimoni di quanto accaduto: il militare ha invitato gli altri cinesi radunati in piazza ad allontanarsi.

Verso le 20 la situazione sembrava stesse normalizzandosi, con la riapertura del cancello della ditta, ma le forze dell'ordine sono state fatte oggetto di un nuovo lancio di pietre e ogni tipo di oggetti da parte delle centinaia di cinesi assiepati nella piazza, ed è partita una carica di alleggerimento alla quale gli immigrati hanno risposto con altri lanci. Quando la calma è tornata, verso le due di notte, nello stradone di periferia l'asfalto era un tappeto di cocci di bottiglia. Ci sono stati almeno sette feriti: tre orientali e quattro agenti di polizia e carabinieri. In piazza, in serata, è spuntata anche una bandiera rossa della Repubblica popolare, accolta da un applauso, ed è stato intonato l'inno cinese. Il portavoce dell'opposizione in consiglio regionale, il leghista Claudio Borghi, ha preannunciato la presentazione di un'interrogazione urgente al presidente Rossi.

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