ALL WE NEED IS LOVE

"Love", quando l'arte è una dichiarazione d'amore

La mostra rivelazione che ha parlato di una cosa complicata come l'amore. Il Populista l'ha visitata per i suoi lettori

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Elena Salvarezza

Elena Salvarezza

Chi è Elena Salvarezza?
Giornalista pubblicista, con una laurea in Design della Moda incorniciata, porta avanti collaborazioni con testate on-line. Orgogliosamente comasca, è cresciuta a pane, cross della Juve e libri della Fallaci.
Anima complicata, adatta per pochi e non per tutti, in ricerca costante di tutto ciò che eleva l'ordinario allo straordinario.
Vive x scrivere perché le notizie preferisce darle che riceverle e perché il linguaggio scritto le da il tempo di ponderare le parole e girare bene la penna nella piaga. Il motto che ha abbracciato: "Quando arrivi a farti odiare, sai che stai facendo bene il tuo lavoro e lascerai il segno".

Vi siete mai chiesti cosa sarebbe una vita senza amore? Non si sta parlando solo di rapporti di coppia, sia chiaro, ma di un sentimento nelle sue infinite manifestazioni. Tutti, nella vita, ne vengono colpiti o vivono momenti di sua assenza. Se decliniamo il suo significato, amore è felicità ma  al tempo stesso sofferenza. È attesa ma equivale anche ad avventura, esistenza, espressione del nostro intimo. Se non ci si stanca di aspettare, sul palco della vita è in grado di trionfare sempre: dopotutto, un corpo, una mente e un cuore possono sempre tornare ad amare.

A raccontare tutto questo ci ha pensato nei mesi scorsi la mostra “Love. L’arte contemporanea incontra l’amore”, ospitata al Museo della Permanente di Milano. Una sfida (vinta) quella di mettere al centro dell'intera esposizione il tema universale dell’amore che ha riscontrato un importante successo di pubblico. Giovane e altrettanto meno giovane.

E lo ha fatto circondando di stile i visitatori, attraverso 39 opere d'arte di pittura, di scultura, di video e di arte fotografica che portano la firma di Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Francesco Vezzoli, Tracey Emin, Marc Quinn, Francesco Clemente, Joana Vasconcelos e molti altri. Artisti capaci di esplorare nel dettaglio una cosa complicata come l'amore e di fondere l'arte con la propria vita.

Cinque voci, attraverso le audioguide, hanno accompagnato i tanti visitatori lungo il percorso della mostra, sviluppato tra gioielli della pop art, simboli di bellezza e opere capaci di provocare suggestioni. Quelle che non laciano spazio al dubbio. Quelle che parlano di un amore che va oltre tutto e supera finanche i limiti del tempo.

Si è trattato di una mostra interattiva, che ha permesso al pubblico di fotografare ogni singola opera per poi condividerla sui social associandola all'hashtag ufficiale: #LoveMilano. Inoltre ha messo a disposizione un muro bianco e dei pennarelli, attraverso i quali i visitatori hanno potuto dare sfogo ai propri pensieri e, di fatto, trasformarsi in artisti. 

La redazione de "Il Populista" non poteva mancare all'appuntamento e qui riproponiamo le principali opere-icone presenti. 

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