Invasione programmata

Como, sono ormai oltre 500 i clandestini accampati nel parco davanti alla stazione

Sempre più immigrati bivaccano nel capoluogo lariano. Casi di scabbia e tubercolosi. La Lega chiede lo sgombero: già raccolte centinaia di firme

Redazione

Continua ad aumentare il numero di clandestini che sono accampati abusivamente nel piccolo parco davanti alla stazione di Como San Giovanni. Ogni giorno almeno 50 nuovi immigrati raggiungono il capoluogo lariano, andandosi ad aggiungere a quelli già presenti; nella serata di domenica 7 agosto si contavano oltre 500 presenze, compresi un centinaio di minorenni. Un paio i casi di tubercolosi riscontrati con relativo ricovero in ospedale, mentre coloro che sono risultati affetti da scabbia sarebbero una quarantina. Mentre i soliti attivisti di sinistra hanno organizzato manifestazioni, anch'esse totalmente abusive, con musica e canti a sostegno dei clandestini con la complicità dell'amministrazione comunale a guida Pd, che si guarda bene dall'intervenire per ripristinare la legalità e la decenza, la Lega Nord ha promosso una petizione per chiedere lo sgombero dell'accampamento illegale, raccogliendo in pochi giorni centinaia di firme tra i cittadini esasperati.

Le autorità elvetiche hanno fatto più volte sapere che la Svizzera non ha alcuna intenzione di aprire le frontiere, anzi sono sempre più numerosi i casi di espulsione dei clandestini che riescono ad attraversare: percorsi pochi chilometri, vengono puntualmente rispediti al di qua del confine; proseguono anche i pattugliamenti della frontiera dall'alto, con utilizzo di droni dotati di telecamere. "Non c'è assolutamente possibilità di eludere i controlli" ha spiegato a Christophe Cerinotti, ufficiale della Polizia Cantonale, a Teleticino. "I controlli", ha detto il funzionario elvetico, "sono stati notevolmente rafforzati. La sorveglianza del cosiddetto confine verde è in particolare affidata ai droni. I fermi sono aumentati, in buona parte si tratta di migranti già respinti dalla Polizia svizzera in Italia che tentano per due e talvolta anche tre volte di entrare in Svizzera". Si tratta soprattutto di persone di origine africana: gambiani, nigeriani, algerini e marocchini.

"Mentre Renzi è scappato a Rio a divertirsi con la famiglia per le olimpiadi, i comaschi", denuncia il deputato leghista Nicola Molteni, "fronteggiano un'emergenza senza precedenti che ha trasformato una tranquilla città a vocazione turistica nella nuova Ventimiglia. Siamo di fronte a una vera e propria bomba sociale, Como non può continuare a essere il campo profughi di tutto il Nord". "Renzi e Alfano se ne fregano mentre i comaschi", spiega Molteni, "stanno vivendo con l'incubo che questa gestione provochi un vero e proprio conflitto sociale. Ho chiesto al governo di intervenire per garantire dignità ai tanti minori presenti e di sgomberare immediatamente il bivacco e il degrado ripristinando la legalità e rimpatriando tutti quei clandestini che non hanno fatto domanda di asilo e che si sottraggono alle identificazioni".

"La stazione di Como è ormai irriconoscibile. Si tratta", spiega la segretaria cittadina del Carroccio, Alessandra Locatelli, "di una porzione di città strappata ai cittadini e diventata terra di nessuno dove le norme non valgono più. In poche settimane i clandestini da una cinquantina sono diventati più di 400. Le condizioni drammatiche in cui sono costretti a vivere i clandestini non sono più accettabili per loro e nemmeno per noi. Ci sono tende, coperte e rifiuti sparsi in tutto il parco, vestiti stesi sullo scalone che porta all'ingresso e gente buttata per terra sotto i portici, anche di fronte ai binari, a tutte le ore del giorno e della notte. Mancano i controlli sanitari e le forze dell'ordine sono costrette a turni pesantissimi e ad orari straordinari per garantire un presidio costante 24 ore su 24". "Ingiustificabile", conclude, "l'assenza delle istituzioni e credo sia giunto il momento di chiedere anche ai cittadini indignati di sollecitare Sindaco e Prefetto, richiamandoli alle loro responsabilità".


Un'immagine della raccolta firme promossa dalla Lega Nord

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