I "bravi ragazzi" di sinistra

Ecco le armi sequestrate ai "pacifisti" che gestiscono i clandestini a Ventimiglia

Si fanno chiamare "No borders" ma sono i soliti delinquenti dei centri sociali. Fermate 15 persone in possesso di lame, bastoni e oggetti ben poco pacifici

Redazione

Come pubblicizzato sulla pagina Facebook dei "No borders" di Ventimiglia, domenica 8 agosto si sarebbe dovuto svolgere un corteo (ovviamente non autorizzato) da parte di attivisti italiani e stranieri aderenti al gruppo di delinquenti che continua ad organizzare le rivolte dei clandestini. Sono sempre loro, i frequentatori dei centri sociali: basta mettere "No" davanti a qualsiasi parola e fare un po' di casino, distruggere città, incendiare macchine, picchiare poliziotti e magari farli anche schiattare d'infarto. Il tutto con la complicità della sinistra, che ritiene questi violenti figli di papà dei "bravi ragazzi" che svolgono attività di volontariato.

Alle ore 14 di domenica un gruppo di circa 100 attivisti, appartenenti all'area antagonista e anarchica, provenienti dalla Lombardia, dal Piemonte e dalla Liguria, si sono radunati in Piazza Costituente in Ventimiglia, dove hanno tenuto una conferenza stampa, trasmessa su tutte le testate giornalistiche televisive in tempo reale. Al termine della conferenza, un centinaio di manifestanti ha tentato di effettuare il corteo partendo dalla piazza e dirigendosi verso ponte Andrea Doria, dove sono stati bloccati delle forze dell'ordine. Ritornati in piazza, si sono allontanati recandosi alla foce del fiume Roja fino a disperdersi completamente intorno alle ore 17.30.

Una quarantina di delinquenti si sono trattenuti presso il "campeggio di lotta" allestito in una zona della frazione Ciaxie di Camporosso. Dalle 7 alle 19, tutte le strade di ingresso alla città sono state presidiate da pattuglie con il compito di controllare capillarmente ogni automezzo in entrata. Grazie al sistema di controlli, sono state fermate e identificate 15 persone trovate in possesso di armi bianche e altri oggetti e strumenti atti ad offendere, tra cui un guanto con tre lame affilate tipo artigli: una vera e propria arma micidiale (nelle foto). Si tratta di attivisti "No borders" francesi, evidentemente con intenzioni ben poco pacifiche.

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