CONVEGNO PER IL "NO"

In Sicilia il centrodestra ricompattato fa tremare il governatore piddino Crocetta

Iniziativa organizzata da Angelo Attaguile, segretario di NcS, a cui hanno preso i parlamentari Salvo Pogliese(FI), Nello Musumeci(DB), Ignazio La Russa (FdI), Alessandro Pagano(NcS)

Fabio Cantarella

La manifestazione di Grammichele, organizzata da “Noi con Salvini”, testimonia l’interesse degli elettori siciliani verso la coalizione di centrodestra che da qualche mese viaggia coesa verso l’appuntamento referendario del 4 dicembre e, soprattutto, verso le elezioni regionali di ottobre. Ieri a Grammichele si sono ritrovati il deputato nazionale e segretario della Commissione nazionale Antimafia Angelo Attaguile, della Lega, il deputato regionale Nello Musumeci, presidente della Commissione regionale Antimafia e leader di “Diventerà Bellissima”, l’eurodeputato Salvo Pogliese, responsabile di Forza Italia in provincia di Catania, il deputato nazionale Ignazio La Russa, intervenuto telefonicamente, dirigente di “Fratelli d’Italia”, il deputato nazionale Alessandro Pagano neo coordinatore per la Sicilia Occidentale di “Noi con Salvini”.

Oltre trecento i cittadini che hanno affollato la Sala delle ex Ancelle riparatrici di piazza Dante, in tanti sono rimasti fuori, per contribuire ai lavori del convegno sul “NO” al referendum, moderato dal dott. Rocco Zapparata, coordinatore regionale per il movimento ‘Noi con Salvini’ dei comitati referendari per il ‘NO’.

Numerosi gli amministratori locali presenti, tra cui Gino Ioppolo sindaco di Caltagirone (Diventerà Bellissima), Anastasio Carrà sindaco di Motta Sant’Anastasia (Lega) e Fabio Cantarella vicesindaco di Mascalucia (Lega), Tommaso Zapparata consigliere comunale di Grammichele (Lega), Eugenio Cascone consigliere comunale di Mazzarrone, Enzo Gozza consigliere comunale di Caltagirone.

Sono emersi con chiarezza i motivi del “NO” del centrodestra alla riforma costituzionale. Motivi che riguardano non solo la riforma per come è stata concepita ma anche, in realtà, la mancata riforma. Se, infatti, l'on. Angelo Attaguile ha puntato il dito contro la mancata previsione del vincolo di mandato (ossia di una norma che blocchi i cambi di casacca) “Il Governo Renzi – ha tuonato un emozionato, per la grande presenza di pubblico nella città che gli ha dato i natali, l’on. Angelo Attaguile – si regge in piedi grazie ai cambi di casacca di gente come Alfano e Verdini”, l'europarlamentare Salvo Pogliese ha invece sottolineato come la proposta riforma costituzionale in realtà non abolisca il Senato “ma toglie semplicemente il diritto di voto agli elettori”. L'on. Salvo Pogliese ha anche evidenziato la disparità nell’assegnazione dei senatori alle varie regioni “due alla Valle d’Aosta (con poco più di centomila abitanti), due alle Marche (con poco più di trecentomila abitanti), sette alla Sicilia (con oltre cinque milioni di abitanti)”.

L’on. Alessandro Pagano ha messo in guardia i presenti dal rischio che nasconde la riforma sull’accentramento di poteri in capo a chi governa: “Potranno eleggere capo dello Stato e giudici senza un significativo consenso”, ha evidenziato Alessandro Pagano.

L’on. Nello Musumeci, che alle scorse regionali ha conteso la carica di governatore proprio a Crocetta, dopo aver ringraziato Angelo Attaguile per l’organizzazione della manifestazione, ha sottolineato la gravità del gesto di “tentare di cambiare la Costituzione a colpi di maggioranza quando la Carta nel 1948 fu introdotta all’unanimità dai nostri padri, nessuno escluso”.

Anche Ignazio La Russa di Fratelli d'Italia ha voluto dire la sua in merito, sottolineando come avrebbe voluto una riforma seria, “magari introducendo l’elezione diretta del capo dello Stato”, più potere agli elettori insomma.

Un pensiero che hanno ribadito in tanti e in merito Nello Musumeci ha accostato la “ridicola” riforma delle Province a quella del Senato: “in entrambi i casi restano, di fatto, sia le Province che il Senato della Repubblica con tutti i loro dipendenti e i loro costi, viene semplicemente e irresponsabilmente tolto il diritto agli elettori di andare a votare i propri rappresentanti. Costa molto ma molto di più l’aereo del premier che il risparmio che si ottiene con questa riforma”.

Alla fine non poteva che parlarsi delle prossime elezioni regionali con un pensiero conclusivo comune: vincere!

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