Cannonate a sinistra

Cuperlo contro Renzi: "Ha trasformato il PD in un comitato elettorale per potenti"

In un'intervista al Fatto, il leader della minoranza dem critica la gestione del segretario premier: "Serve subito un cambio di politiche e dirigenti"

Redazione
Cuperlo contro Renzi: "Ha trasformato il Pd in un comitato elettorale per potenti"

Matteo Renzi e Gianni Cuperlo. Foto ANSA

Il Partito Democratico sembra ormai un campo di battaglia, tutti contro tutti, ma in particolare contro Matteo Renzi che pare non azzeccarne una, né a livello politico ed economico in veste di premier, né nella gestione del partito nel ruolo di segretario. Uno dei dirigenti più importanti del PD, Gianni Cuperlo, ha superato la soglia di sopportazione e lunedì 1 agosto si sfoga in un'intervista senza freni al Fatto Quotidiano. "Se non cambia, il Pd è l'anticamera di un partito estinto" ripete il leader della minoranza dem. "Non si può nascondere la polvere sotto il tappeto". Incalzato dal cronista, Cuperlo commenta così il tonfo alle recenti elezioni amministrative: "Colpisce la rapidità con cui è stata archiviata la qualità della sconfitta: nel voto c'è stata una reazione persino di rabbia di un pezzo del nostro elettorato. Hanno scelto di votare contro di noi. Contro il governo, il premier, il Pd".

Ancora più sferzante la risposta di Cuperlo a una domanda su quanto dichiarato, sempre al Fatto, dal ministro Fabrizio Barca, il quale aveva denunciato la deriva del Pd, in cui a suo dire viene premiata la fedeltà invece del merito e del lavoro. "Non possiamo nasconderci", risponde Cuperlo, "quello che il PD è diventato oggi, a volte persino in modo patologico. Un partito che non c’è più: si è trasformato in un comitato elettorale permanente al servizio di potentati locali". Pesanti anche le affermazioni in merito alla politica economica renziana: "Certe idee potevano valere 10 o 15 anni fa. Non si può pensare di rieditare le opere di Blair o Bill Clinton. Non pretendo una rivoluzione, ma la sinistra le sue ricette deve ripensarle con un coraggio che finora è mancato".

Per quanto riguarda il senso di rimanere ancora dentro il partito, Cuperlo spiega al Fatto che "si resta nel proprio campo perché si crede che possa cambiare. Se abbiamo un vuoto sull'ala sinistra dobbiamo colmarlo, prima che lo occupi qualcun altro". Infine, il tasto dolente del referendum costituzionale. "Non ignoro le ragioni del Sì", spiega l'esponente del PD, "ma vedo anche tutte le ragioni di merito che spingono a votare No. Non c'è stato alcuno spirito costituente e tanti aspetti della riforma non funzionano: il Senato ibrido, la caricatura sul governo che deve essere messo nelle condizioni di governare". Quindi? "Bisogna dire ora come si eleggeranno i senatori. Spiegare come si possono accorpare le Regioni. E soprattutto", conclude Cuperlo, "cambiare l'Italicum perché la combinazione con la riforma costituzionale non funziona. Renzi assuma un'iniziativa e non usi il Parlamento come alibi".

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