all'indomani del crocifisso profanato

Venezia, la formula anti-terrorismo del Patriarca: "Prenderne le distanze"

Monsignor Moraglia: "Ideologie distorte che nulla hanno a che fare con Dio. Bisogna sdrammatizzare. Non sono favorevole alla militarizzazione delle basiliche e delle chiese"

Alfredo Lissoni
Venezia, la formula anti-terrorismo del Patriarca: "Prenderne le distanze"

Foto ANSA

"Per sconfiggere il terrorismo è fondamentale che la società civile e le comunità religiose si mobilitino assieme, unite, per promuovere la pace e la fratellanza": Lo afferma al Gazzettino il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia che aggiunge: "Come ho già detto all'indomani della profanazione del crocefisso nella chiesa di San Geremia, a Venezia, le stesse confessioni non smettano di prendere le distanze dalle ideologie distorte che nulla hanno a che fare con Dio. Non tralasciamo di continuare a percorrere questa strada". "La paura porta alla chiusura che conduce alla paralisi", osserva anche mons. Moraglia.


"Bisogna essere realisti, ma anche capaci di sdrammatizzare. Non vedo preoccupazioni particolari, né sono favorevole alla militarizzazione delle basiliche e delle chiese. Tutti coloro che hanno responsabilità, compreso il vescovo, contribuiscano a rasserenare gli animi". "Non si tratta di banalizzare", invita, "ma neppure di esagerare: pur nel rigore dei necessari controlli che assicurano la doverosa sicurezza, va garantita alle persone una vita serena".

L'episodio a cui si riferisce il monsignore riguarda un crocifisso ligneo del '700, gettato a terra da un marocchino (poi espulso) con conseguente rottura di un braccio, nella chiesa di San Geremia, a Venezia, dove sono anche custodite le spoglie di Santa Lucia. Il giovane, in forte stato di alterazione mentale e risultato senza fissa dimora, che aveva poi detto di essere musulmano, era entrato nell' edificio sacro e aveva oltrepassato il recinto di corda dove si trovava il crocefisso, alto alcuni metri.


Quindi aveva cercato di toglierlo dal contenitore sostenendo, attraverso frasi sconnesse e senza fare pare alcun riferimento di carattere religioso, che c'era qualcosa che non andava nell'opera, che c'era qualcosa di sbagliato. A nulla era valso l'intervento del sacrestano che aveva tentato di difendere il Cristo ligneo. Il giovane era stato immobilizzato da alcuni turisti inglesi che l'avevano poi trattenuto fino all'arrivo dei carabinieri.

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