nelle fauci della belva

Isis: uccidono per religione, sesso e rabbia repressa. Reporter si infiltra e scopre che...

Un giornalista francese svela chi sono in realtà i fanatici islamici del Califfato e le motivazioni che li spingono ad ammazzare per poi suicidarsi

Ismaele Rognoni
Isis, 50.000 combattenti pronti a colpirci

Adel Kermiche è uno dei terroristi islamici, di 19 anni, che ha sgozzato sull'altare padre Hamel nella chiesa di Saint-Etienne du Rouvray, vicino a Rouen. Egli faceva parte di quella rete di reclutamento jihadista che ha in Francia circa 1500 arabi partiti in Medio Oriente o rimasti in patria per diffondere odio e morte palesando anche le enormi falle nel sistema di sicurezza del governo Hollande. Il documentario "Les soldats d'Allah", andato in onda in Francia su Canal+, racconta la storia di Said Ramzi, pseudonimo per un giornalista francese di origini arabe, che ha deciso di infiltrarsi all'interno di una cellula terroristica per filmare e annotare ogni cosa.

Il giornalista ha incominciato la sua pericolosissima indagine entrando soprattutto nelle moschee del sud della Francia, in particolare in quelle frequentate dai salafiti che sono islamici tradizionalisti. Dopo aver instaurato i primi contatti, ha compreso che i salafiti collaborano frequentemente con i servizi segreti francesi. Ma è proprio l'odio tra costoro e i fanatici islamici la chiave di volta che ha permesso a Said di ottenere i primi incontri con il mondo jihadista e la sua successiva accettazione all'interno di esso.

"Abou Oussama", ventenne abitante di Chatearoux, è il primo fanatico islamico che conosce. I due si frequentano su Facebook e il giornalista viene a sapere che Abou era stato arrestato qualche anno prima mentre tentava di andare in Siria con l'intento di "sgozzare i miscredenti ed uccidere dei militari". Le medesime parole erano state ripetute anche di fronte ai poliziotti che lo avevano arrestato. Figlio di un padre turco di professione muratore e di una madre francese, origini modeste e cresciuto nelle periferie francesi. Quando era più piccolo aveva tentato di entrare nell'esercito, ma era stato respinto e questo sembra poter essere un motivo per cui il giovane abbia iniziato a covare odio nei confronti della società che lo aveva rifiutato e gli aveva praticamente compromesso il futuro a causa della sua fedina penale oramai compromessa e rovinata.

Il fanatismo religioso e la smania di avere delle donne lo avevano completamente ipnotizzato. Desiderava "uccidere i francesi e prendere le loro donne come schiave per farle diventare musulmane e permettere loro di raggiungere il paradiso islamico". Ramzi ha paragonato i terroristi a "delle persone che hanno visto dei film porno e si sono immaginati al posto dell'attore protagonista", individuando nel sesso illimitato con le donne una delle cause scatenanti per arrivare al punto di uccidere degli innocenti, solamente perchè reputati infedeli, e poi suicidarsi per avere molteplici donne che non potrebbero mai unirsi nella vita reale con un balordo tale. Oussama dichiara anche che i miliziani dell'Isis "credono in Allah perchè gli ha promesso le vergini" e l'infiltrato giornalista ha dovuto persuadere più e più volte Abou dal commettere all'improvviso omicidi per poi togliersi la vita. Ramzi ha anche colto come vi sia assoluta mancanza di strategia perchè i terroristi non vogliono cambiare il mondo, in maniera positiva o negativa, ma fanno tutto solamente per il piacere di possedere le vergini una volta defunti.

Tuttavia, il fanatismo islamico ha effetto anche sulle ragazze, in particolare quelle minorenni. L'infiltrato ha ricevuto quattro proposte di matrimonio in quattro mesi, anche solamente per diventare una sorta di tutore o di padrone. Una ragazzina di 17 anni che voleva sposare, è sparita dopo il rifiuto mosso nei confronti dei suoi amici militanti che volevano portarla in Siria.

Le cellule jihadiste individuano negli attentati a Parigi e soprattutto al Bataclan degli incoraggiamenti a diffondere odio e terrore. Infatti il gruppo in cui stava indagando il giornalista voleva colpire una discoteca, un posto militare o una sede di giornalisti e la crescita esponenziale del voler colpire era aumentata sotto alle parole di uno dei capi proveniente da Raqqa che aveva inviato a Ramzi una lista con gli ingredienti per fabbricare una bomba. 

Per fortuna nel frattempo i servizi segreti riescono ad individuare i membri dell'organizzazione terroristica e arrestano il 27 dicembre 2015, per ultimo, anche Oussama. Il giornalista, allora, vuole prendere i contatti in un'altra cellula islamica, ma viene svelato dal messaggio che un miliziano gli ha inviato: "Sei bruciato". L'indagine ha pertanto fine. 

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