Cinquecento persone in piazza

Lazzate, la Giunta leghista con i cittadini contro il Prefetto: "No ai profughi"

La senatrice di sinistra Ricchiuti blatera di "clima di paura" e si erge a paladina della legalità, dimenticandosi della sua mansarda abusiva sanata dal Pd

Redazione
Lazzate, la Giunta leghista con i cittadini contro il Prefetto: "No ai profughi"

Striscioni contro l'invasione e la senatrice Ricchiuti

Lazzate, splendido borgo della provincia di Monza e Brianza che da molti anni rappresenta un esempio di eccellente amministrazione leghista, si trova ancora una volta a dover fare i conti con un'imposizione della Prefettura, emanazione del Governo centrale. Lunedì 24 luglio il primo cittadino Loredana Pizzi ha chiamato a raccolta i concittadini dopo la diffusione della notizia della vendita di un immobile ad un'associazione specializzata nell'accoglienza di immigrati. Il sindaco ha pubblicato un appello su Facebook per invitare ad una manifestazione spontanea: "Carissimi Lazzatesi, avrete sicuramente avuto notizia che starebbero per arrivare a Lazzate dei migranti richiedenti asilo politico. I locali sono già stati venduti ad una associazione culturale... no profit... con scopi sociali e umanitari. Naturalmente il sindaco non è stato informato di nulla. Il nostro borgo è tranquillo e vogliamo mantenerlo così come è ora".

Detto, fatto: almeno cinquecento persone sono scese in piazza, per dire no all'arrivo degli aspiranti profughi nel borgo. "La cosa che più ci fa male - ha affermato Andrea Monti, assessore alla Sicurezza, parlando alla piazza gremita - è averlo scoperto per puro caso. Venerdì un cittadino ci ha informato che era stato fatto il rogito per la vendita dei due appartamenti con il balcone che si affacciano sulla via principale. Abbiamo messo insieme tutto, scoprendo che l'acquirente è quella stessa cooperativa che si occupa di migranti in altri Comuni della Brianza. Ci viene da pensare che gestire i migranti sia redditizio se ora, anziché prendere gli spazi in affitto, si passa addirittura all'acquisto degli immobili". Di fronte a cittadini inferociti, Monti e il sindaco Loredana Pizzi hanno spiegato quali sono state le prime misure adottate dopo avere appreso della notizia. Un'ordinanza per vietare l'arrivo di furgoni e autocarri in Via Volta, con lo scopo di evitare lo scarico merci, e la decisione di considerare l'insediamento di profughi non come un'attività residenziale, bensì parificandola dal punto di vista edilizio e urbanistico a quella ricettivo alberghiera nonché socio assistenziale.

Dopo la manifestazione del 25 luglio, il consiglio comunale di giovedì 27 luglio a Lazzate è tornato ad affrontare il tema discutendo la mozione presentata dalla Lega, intitolata "Stop al centro profughi nel borgo". La mozione è servita a chiarire, o meglio a ribadire, gli intenti dell'amministrazione lazzatese, supportata dai numerosi cittadini intervenuti alla seduta consiliare. Interessati, anzi, preoccupati: attrezzati con magliette che recitavano "Lazzate ai lazzatesi. Non molliamo di un centimetro", sfoggiate anche da alcuni dei consiglieri leghisti. I lazzatesi hanno più volte interrotto il capogruppo dell'opposizione Giacomo Gregori e la consigliera Serena Pavanello che invitavano ad atteggiamenti più cauti sull'argomento accoglienza. Il 29 luglio però la Prefettura ha alzato il livello dello scontro, confermando dopo quasi una settimana di silenzio l'arrivo degli immigrati, con una telefonata al sindaco. Il vice Prefetto ha confermato che l'Ente Gestore, ovvero la D&G Research di Gianni Avanzi, ha ufficialmente richiesto l'attivazione di un centro di accoglienza richiedenti protezione internazionale, cioè i presunti profughi.

Una risposta doverosa, ma tardiva, almeno secondo l'amministrazione lazzatese, che da giorni aspettava conferme alle voci che hanno spaventato i cittadini. Il sindaco Pizzi, da parte sua, non ha perso tempo: nella stessa giornata di sabato ha inviato una lettera a Prefettura, Polizia locale e la stessa associazione D&G per chiedere l'immediata sospensione dei lavori, insieme con la verifica di compatibilità d'uso dei locali e l'apertura di un tavolo per gestire la situazione. "L'interruzione di ogni azione, prima del confronto con l’Amministrazione Comunale, si rende necessaria data la delicata situazione di ordine pubblico che si sta venendo a determinare nella nostra comunità, che si è già dimostrata fermamente e decisamente contrariata e offesa dalla decisione, assolutamente non concordata e attuata di nascosto, di installare un centro di accoglienza richiedenti protezione internazionale a Lazzate" aggiunge il sindaco a conclusione della lettera. "Crediamo sarebbe irresponsabile ignorare i ripetuti appelli di questa Amministrazione Comunale, che richiama alla semplice collaborazione tra i rappresentanti delle istituzioni coinvolte".

Contro l'amministrazione e i cittadini, e a supporto dell'azione della Prefettura, si è schierata la senatrice desiana Lucrezia Ricchiuti (Articolo Uno-Mdp): "La manifestazione di piazza organizzata pochi giorni fa dall'amministrazione comunale di Lazzate è solo l'ultimo capitolo di una brutta storia che la Brianza sta scrivendo per mano della destra" ha dichiarato, bollando l'iniziativa come "strumentale ad alimentare un clima di paura". Non contenta, ha aggiunto: "Vorrei sommessamente far presente che i leghisti in piazza non si vedono mai quando bisogna manifestare contro la colonizzazione delle mafie in Lombardia e nella nostra provincia. Se di un fenomeno dobbiamo avere paura e su cui la gente dovrebbe mobilitarsi è quello dell'infiltrazione delle mafie nella nostra economia". La kompagna senatrice si è poi dilettata nel solito sproloquio antileghista su diamanti, trote e dintorni ergendosi a paladina della legalità, cercando di farsi passare per una verginella, sperando forse che nessuno si ricordasse dello scandalo che l'ha coinvolta lo scorso anno...

Eh già, perché la cara senatrice buonista amica degli immigrati ha un grosso scheletro nell'armadio: critica Lazzate e i lazzatesi, ma chissà quanti "migranti" ospita nella sua mansarda illegale. Giovedì 17 giugno 2016, proprio nell'ultimo giorno di mandato, il sindaco uscente Pd di Desio, Roberto Corti, decise di sanare alla senatrice (allora Pd) Ricchiuti un abuso edilizio, scatenando l'ira della Lega. La sanatoria alla mansarda della Ricchiuti, che il Pd ha sempre spacciato come paladina della legalità e della trasparenza, è stato l'ultimo colpo di coda di quella Giunta. La Ricchiuto non solo ha a lungo sorvolato sul fatto che la mansarda di casa sua non fosse a regola, ma ha anche pensato bene di farsela sanare dai suoi amici in Giunta nel loro ultimo giorno da amministratori di Desio. "Per la serie predicare bene e razzolare malissimo..." questo fu il commento della Lega, entrata in possesso dei documenti che provavano l'ennesimo scandalo targato piddì, un favore proprio a quella "paladina della legalità" che ora osa blaterare contro la Lega e i lazzatesi.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Bologna, l'avvocatessa con velo torna in aula. Col velo
la giustizia non è uguale per tutti

Bologna, l'avvocatessa con velo torna in aula. Col velo


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU