Salvini: "non prendiamo lezioni da Macron"

Blitz a Bardonecchia, è ancora scontro. E intanto spunta una mail che imbarazza il Governo francese

La Francia rivendica un accordo del 1997, che parla però solo di scambio di informazioni e che non autorizza affatto blitz in terra straniera

Alfredo Lissoni
Blitz a Bardonecchia, è ancora scontro. E intanto spunta una mail che imbarazza il Governo francese

Diventa un caso diplomatico il blitz dei gendarmi francesi in un centro di migranti a Bardonecchia, che a quanto pare cercavano uno spacciatore e che hanno costretto un nigeriano all'esame delle urine, giustificandosi poi che la violazione militare dei confini di un Paese straniero, in questo caso l'Italia, sarebbe legittimata da un accordo steso nel 1990


Sin da subito protestano l'Ong Rainbow4Africa, che ha denunciato quanto avvenuto ("Grave ingerenza"),  FdI ("Non siamo la toilette di Macron"), il sindaco ("Non si permettano più"), Enrico Letta ('ennesimo errore sulla questione migranti'). Dura anche la Lega, che con Matteo Salvini dichiara: "Altro che espellere i diplomatici russi, qui bisogna allontanare i diplomatici francesi! Con noi al governo l'Italia rialzerà la testa in Europa, da Macron e Merkel non abbiamo lezioni da prendere, e i nostri confini ce li controlleremo noi". Alla fine è intervenuta la Farnesina: "Abbiamo chiesto spiegazioni al governo francese e all'Ambasciata di Francia a Roma, attendiamo a breve risposte chiare, prima di intraprendere qualsiasi eventuale azione". Il ministero degli Esteri ha convocato, quindi, l'ambasciatore francese a Roma, decisione che ha riscosso il plauso del leader grillino Luigi Di Maio.


E il Direttore Generale per l'Ue, Giuseppe Buccino Grimaldi, ha rappresentato all'ambasciatore francese la ferma protesta del governo italiano per la condotta degli agenti doganali francesi, ritenuta inaccettabile, e ha manifestato, al contempo, disappunto per l'assenza di risposte alle nostre richieste di spiegazioni". Si tratta di un "grave atto, considerato del tutto al di fuori della cornice della collaborazione tra Stati frontalieri" e che "mette in discussione" il suo funzionamento. Il ministero degli Interni, intanto, sta valutando l'opportunità di sospendere le 'incursioni' all'interno di tutto il territorio italiano da parte del personale delle forze di polizia e dei doganieri francesi. Lo si apprende da qualificate fonti del Viminale dove si giudica la risposta arrivata dal ministro francese dei conti pubblici sul caso Bardonecchia "non soddisfacente e inesatta".


Ma Parigi rivendica la legittimità dell'intervento in Italia. Il ministro francese dei conti pubblici, Gérald Darmanin, cui fanno capo i doganieri, in un comunicato, afferma: "Al fine di evitare qualsiasi incidente in futuro, le autorità francesi sono a disposizione di quelle italiane per chiarire il quadro giuridico e operativo nel quale i doganieri francesi possono intervenire sul territorio italiano in virtù di un accordo (sugli uffici di controlli transfrontalieri) del 1990 in condizioni di rispetto della legge e delle persone"


L'accordo italo francese sulla cooperazione transfrontaliera in materia di polizia e dogana in vigore è quello sottoscritto a Chambéry il 3 ottobre 1997 e non prevede blitz come quello effettuato a Bardonecchia. Inoltre al centro dello scontro diplomatico c'è anche l'utilizzo del locale nella stazione di Bardonecchia affidato alla Ong, un privato che lavora all'accoglienza migranti su territorio italiano. I francesi sapevano che quella sala dove è avvenuto il blitz non era nelle loro disponibilità e che dunque non potevano usarla per controlli e attività. A riprova che i doganieri sapevano di non potere utilizzare il locale della stazione piemontese c'è una mail di un funzionario della Dogana francese scritta il 13 marzo scorso a Rfi nella quale lamenta l'impossibilità da parte degli agenti francesi di potere usare la sala della stazione di Bardonecchia"perché occupata da altra gente".


Per questo motivo è stata fissata per il 16 aprile prossimo una riunione tra i prefetti di Torino e di Chambery con all'ordine del giorno anche l'uso dei locali della Stazione di Bardonecchia che nel 2017 sono stati affidati dal Comune alla Ong. Per quanto riguarda l'accordo di cooperazione transfrontaliera si stabilisce che le autorità coordinino azioni comuni delle zone di frontiera "in particolare per lottare contro la delinquenza frontaliera e prevenire le minacce all'Ordine e alla sicurezza pubblica", ma non parla di analisi mediche o accertamenti sanitari. L'accordo in effetti si concentra essenzialmente sullo scambio di informazioni tra le varie forze di polizia "per una più efficace lotta contro la criminalità, segnatamente del Campo dell'immigrazione clandestina e dei traffici illeciti". Altro che blitz! Qualcuno avvisi Macron...

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