APPELLO: ARIA DI PRIMAVERA. NON E' TEMPO DI USCIRE! PER AMOR DEL CIELO!!!

Giovanni dAustria
APPELLO: ARIA DI PRIMAVERA. NON E' TEMPO DI USCIRE! PER AMOR DEL CIELO!!!
APPELLO AGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI. Un bambino di quattro anni, è un minore. Anche un bambino di dieci anni lo è, ed anche un ragazzo di diciassette anni è minore, ma, in questo caso, è da prendersi alla lettera la nuova e de ennesima folle disposizione romana? Capisco che i cittadini siano stanchi della costrizione e dei sacrifici, soprattutto per alcune fasce, obbligate a convivere in spazi strettissimi, capisco che i bambini abbiano bisogno di muoversi, di correre, di saltare, ma... che vogliamo fare? Vogliamo comportarci da pagliacci, come sempre? O, per una volta nella storia, una volta sola, vogliamo essere forti e ragionevoli e mostrarci anche saggi? Credo che queste concessioni primaverili siano una potenziale possibilità di precipitare, ancora di più, nel dramma. E’ una pazzia. Capisco le esigenze della gente comune, alla quale io stesso appartengo, ma vogliamo giocare e farci ridere nel mondo come al solito, o vogliamo salvarci la pelle? Se chi ci governa, chi è in Parlamento, ha ampiamente dato dimostrazione di essere incapace, superficiale e confuso, e mi contengo con i termini, ritengo doveroso che chi ancora riesce a usare il buon senso, parlo di semplice e umano buon senso, debba sollecitare chi amministra questo disgraziato Paese a non mollare né ora né domani. Mollare oggi significherebbe morire tra qualche settimana, altro che respirare un po' d'aria primaverile con minor presenza di polveri sottili! Vorrei che tutti i politici, tutte le persone che ancora riescono ad usare il cervello, coloro che sono riusciti a preservarlo, si prodighino, come non mai, affinché non venga abbassata la guardia. Anche se le famose curve indicatrici dell'evoluzione della pandemia sembrano essere confortanti, molti saggi, e molti esperti, hanno chiaramente spiegato come oggi più che mai è il momento di non cedere. E’ il momento di resistere. Ne va della vita di tutti. Cedere ora, per una manciata d'aria leggera e frizzantina è da scellerati. Per fortuna è ancora di molti il pensiero che sia necessario prolungare queste dure restrizioni anche per il mese di aprile. E’ un pensiero che si basa su una doverosa prudenza. Su fatti accaduti all’estero. Gli esempi ci sono! Mi chiedo: ci siamo già dimenticati delle terapie intensive insufficienti? Abbiamo già dimenticato le colonne dei camion militari con le bare? Già dimenticato tutto? So che questo è un pensiero antipopolare e anche fastidioso, soprattutto per chi governa perché rischierebbe di perdere consensi. Non importa! Un medico pietoso fa la piaga verminosa. E’ ora di mettere i consensi politici nel cesso e pensare a ciò che è bene comune. Restiamo a casa ancora! Restiamo ancora a casa!!! E ringraziamo Iddio che abbiamo la salute, che non siamo finiti in una terapia intesniva, e ancor meno in una bara! Chi scrive lo fa con piena cognizione di causa. E, infine, un’ultima considerazione, terribile anch’essa: è iniziata la nuova caccia ai medici. Ieri eroi, oggi polli da spennare. Pazzesco! Alcune associzioni e altri soggetti stanno proponendo a privati cittadini di denunciare, e chiedere i danni, ai medici che non sono riusciti nelle cure di alcuni pazienti. Spietati. Infami. Ci vorrebbe una sollevazione popolare davanti a voci come queste! Sembra però che sia prevista una forma di immunità penale per i mediciin prima linea nel contrasto al coronavirus, affinché possano essere dotati di uno scudo che li protegga da azioni legali instaurate nei loro confronti. Chissà, forse non tutto è perduto. Spero che qualcosa di forte accada, che chi ha ancora un briciolo di onestà, di correttezza e di saggezza, agisca prima che sia troppo tardi. Ieri eroi, oggi demoni, non è accettabile. Che razza di Paese! Restiamo ancora a casa, salviamoci la pelle. Grazie.

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