Le balle renziane

Referendum, un'altra bugia di Renzi: la falsa scheda per l'elezione del Senato

Il premier, nel disperato tentativo di recuperare consenso, racconta il contrario della realtà arrivando a spacciare per vera una scheda elettorale inesistente

Redazione
Referendum, un'altra bugia di Renzi: la falsa scheda per l'elezione del Senato

Renzi-Pinocchio con la falsa scheda

Le sta tentando proprio tutte, Matteo Renzi, per cercare di recuperare disperatamente qualche consenso alla riforma costituzionale in vista del referendum di domenica prossima. Il premier ha sventolato sorridente in diretta una scheda, che a suo dire sarebbe quella per una fantomatica "elezione" dei senatori da parte dei cittadini, nel caso di approvazione del quesito referendario. Peccato però che la riforma della Costituzione non specifichi affatto la modalità con la quale verranno nominati dai partiti (e non eletti) i nuovi componenti del Senato che, è bene ricordarlo, non verrebbe affatto abolito.

Una falso clamoroso, una bufala in piena regola con la quale Renzi ha cercato ancora una volta di far credere ai cittadini italiani esattamente l'opposto di quella che è la realtà, poiché la riforma non prevede nessuna elezione diretta da parte dei cittadini, i quali verrebbero invece privati del diritto di voto, esattamente com'è successo per le province. "È indegno e vergognoso che un presidente del Consiglio arrivi a mostrare pubblicamente una scheda elettorale inesistente - commenta il vice presidente del Senato, Roberto Calderoli - per delle elezioni che non ci saranno mai perché incompatibili con la Costituzione".

"Un falso gravissimo - prosegue il senatore leghista - di cui Renzi deve chiedere scusa ai cittadini. Perché domenica si voterà su una riforma costituzionale che prevede testualmente l'elezione dei senatori non da parte del popolo ma da parte dei consigli regionali, mentre ieri, invece, il presidente del Consiglio ha vergognosamente mostrato una finta e inesistente scheda elettorale che permetterebbe ai cittadini di votare direttamente il senatore: un falso clamoroso - prosegue Calderoli - e un atto indegno di propaganda da parte di chi ormai, essendo disperato, arriva a falsificare la realtà".

"Altrettanto falso è il tentativo, da parte del Pd, di sostenere che all'indomani del referendum, qualora vincessero i Si e passasse la riforma, farebbero subito una legge elettorale ad hoc per il Senato per consentire ai cittadini di eleggersi direttamente i senatori. È un falso anche questo - spiega Calderoli - semplicemente perché è impossibile per via dei parametri previsti dalla Costituzione che prevedono per l'elezione dei senatori la promozione dell'equilibrio fra uomo e donna, che prevedono che il numero degli eletti sia proporzionale con la composizione dei rispettivi consigli regionali, che invece vengono eletti con un sistema maggioritario antitetico al proporzionale, e che prevedono la tutela delle minoranze linguistiche".

"Ma come si può fare una legge elettorale compatibile con questi parametri previsti dalla Costituzione - conclude Calderoli - se in dieci Regioni, per fare un esempio, vengono eletti appena due senatori? Per cui una nuova legge elettorale per il Senato risulterebbe comunque incostituzionale perché non conforme a questi parametri. Eppure nonostante questo il premier fa propaganda mistificando la realtà e prendendo in giro i cittadini, scambiandoli per fessi che si possono abbindolare mostrando una scheda elettorale inesistente".

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