I potenti non pagano mai

Banca Etruria, tutti assolti. E qualcuno se la ride...

Liberi tutti i dirigenti dell'istituto accusati di aver ostacolato la vigilanza. Restano aperti i filoni su truffa, false fatturazioni e bancarotta fraudolenta. Per quest'ultima fattispecie è indagato il padre del ministro. L'Associazione dei truffati: "Sentenza vergognosa"

Marco Dozio
Banca Etruria, nessun colpevole. E qualcuno torna a sorridere

Foto ANSA

Hanno esultato gli imputati, come fossero a una partita di calcio, ma è molto probabile che anche dalle parti del governo qualcuno abbia sciolto la tensione in un largo sorriso. Alla vigilia del referendum che segna lo spartiacque tra trionfo e catastrofe per Renzi e il Pd, ecco che arriva come una benedizione dal cielo l’assoluzione per tutti gli imputati al primo processo su Banca Etruria, l’istituto di credito già guidato tra gli altri nelle vesti di vicepresidente da Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi, ministro del governo che ha salvato la banca medesima determinando la rovina di migliaia di famiglie.

Il giudice del tribunale d Arezzo Anna Maria Loprete ha assolto tre ex dirigenti accusati di ostacolo alla vigilanza: l’ex direttore generale Luca Bronchi, l’ex presidente Giuseppe Fornari e il direttore centrale Davide Canestri. L’inchiesta era partita nel 2013 quando gli ispettori di Bankitalia consegnarono alla Procura una relazione sulle criticità del bilancio 2012. Secondo l’accusa i dirigenti avrebbero occultato crediti deteriorati travestendoli da incagli, quindi da crediti recuperabili. Manovra che sommata alle successive avrebbe concorso al dissesto dell’istituto toscano. Un secondo capo d’imputazione riguardava la cessione di immobili da parte della società Palazzo della Fonte, controllata dalla banca.

Restano aperti altri filoni dell’inchiesta tra cui quella per truffa, conflitto d’interessi, false fatturazioni e bancarotta fraudolenta, con il padre della Boschi coinvolto in quest’ultima fattispecie. Il procuratore di Arezzo Roberto Rossi cerca di rassicurare circa il fatto che questa assoluzione in blocco “non c'entra niente con le inchieste per bancarotta e truffa, non ha alcun riflesso sulle altre indagini che riguardano i danni subiti dagli obbligazionisti e dai risparmiatori, inchieste sulle quali stiamo alacremente lavorando”.

Resta però una spiacevole sensazione: ancora una volta i vertici delle banche disastrate escono intonsi dalle inchieste e gli unici a pagare, magari con la vita come nel caso del pensionato suicida di Civitavecchia, sono i piccoli, i lavoratori e i pensionati, le persone comuni, i risparmiatori truffati.

L’Associazione vittime del salva-banche del governo Renzi ha definito la sentenza "inaccettabile e vergognosa. Un colpo durissimo per i risparmiatori". "Si mettano in luce responsabilità più alte, ovvero quella di Banca d'Italia e di Consob, perchè c'è qualcosa che non torna: o si è nascosto alle autorità di vigilanza i crediti in sofferenza oppure Banca d'Italia non doveva risolvere la banca e valutare al 17% i crediti in sofferenza". Perché il tema speculare riguarda la famosa attività degli organi di sorveglianza, che appare spesso incredibilmente tardiva, inspiegabilmente insufficiente o assente. Aggiunge l’Associazione: “Questa errata valutazione (sui crediti deteriorati ndr) ha portato alle conseguenze che tutti conosciamo e all'azzeramento di tanti risparmiatori, raggirati con dolo all'acquisto di tale obbligazioni per ripianare i debiti di una gestione scellerata dei vertici. Vertici che adesso sono prosciolti dalle accuse e che potranno rivestire altri importanti incarichi". Il sodalizio dei truffati "si riserva di leggere la sentenza per capire cosa abbia indotto il gup del tribunale di Arezzo ad una sentenza così inaspettata ed in contrasto con le aspettative e le accuse mosse dalla stessa Banca d'Italia che ha multato i tre imputati a giudizio proprio per ostacolo alla vigilanza”.

Qualcuno torna a sorridere. Del resto che volete che siano migliaia e migliaia di famiglie sul lastrico? Poco più che inezie. Come disse la Boschi nel faccia a faccia con Salvini su La7: “Non mi faccia credere che il tutto il problema del sistema bancario italiano è una piccola banca territoriale come Banca Etruria”. E lui “Lo dica a chi ha perso tutto”. Appunto, cara ministro.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Matite indelebili, a Rivarolo parte la denuncia


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU