tutte le balle del bomba

Aumento di stipendio per gli statali. La Lega: "Frottole. Renzi promette, noi paghiamo"

La maggiorazione già imposta l'anno scorso dalla Corte Costituzionale. Il Capogruppo regionale lombardo Romeo: "Si fa bello con i soldi degli altri"; il Capogruppo veneto Finco: "Solo mance elettorali"

Redazione
Aumento di stipendio per gli statali. La Lega: "Frottole. Renzi promette, noi paghiamo"

L'aumento di stipendio per gli statali? La solIta presa per i fondelli del Bomba. Lo hanno denunciato i due capigruppo leghisti delle Regioni Lombardia e Veneto, Massimiliano Romeo e Nicola Finco. “L'ennesima panzana di Renzi, che si fa bello con i soldi degli altri. A pagare l'aumento per i dipendenti saranno Regioni e Comuni già allo stremo. L'adeguamento è stato in realtà imposto da una sentenza della Corte Costituzionale del giugno 2015 ed i dipendenti non in capo all'amministrazione centrale saranno a carico di Regioni ed enti locali. Sono questi i risparmi promessi dalla riforma costituzionale? ”, ha detto il Capogruppo del Carroccio al Pirellone, Massimiliano Romeo, commenta l'accordo siglato ieri dal Ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia con i sindacati della P.A. per l'aumento di 85 euro.


Sulla stessa linea Nicola Finco, Capogruppo Lega Nord in Consiglio veneto: "L’ennesima promessa pre-elettorale alla disperata ricerca del consenso. La verità è che lui promette, ma saranno gli enti locali a dover garantire l’aumento, senza alcun tipo di trasferimento statale”. “Le promesse di Renzi", afferma Finco, "costeranno caro alle Regioni ed enti locali, che saranno costrette a mantenere fede ad impegni presi da altri. Va chiarito che nell'accordo tra Governo e sindacati è ben specificato che gli aumenti, per quanto concerne dipendenti non in capo all'amministrazione centrale, saranno a carico degli enti locali. Pur essendo pienamente d’accordo all'adeguamento, tra l’altro imposto da una sentenza della Corte Costituzionale  che vede lo sblocco solo dopo 7 anni di contrattazioni, non posso non far notare che tutto questo arriva a pochi giorni dal voto. Siamo ormai definitivamente nell'era dove i diritti dei lavoratori valgono solo prima delle tornate elettorali, ultimo l’intervento con gli 80 euro a pochi giorni dalle elezioni europee”.


“Tutto questo è la dimostrazione di come Renzi stia spremendo e utilizzando le amministrazioni periferiche, Comuni, Regioni e Province, costrette poi a tagliare i servizi ai cittadini, pur di consolidare il proprio consenso elettorale, senza che lo Stato ci metta un solo centesimo. Le mance pre elettorali", conclude Finco, "sono ormai il modus operandi del nostro Premier, che fa leva su diritti sacrosanti dei lavoratori, pubblici e privati, pur di portare a casa qualche punto percentuale in più ma, rigorosamente solo prima delle elezioni”.

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