SCHEGGE DVRACRVXIANE

Epopea della gestione araba di Alitalia – ultimo atto

0
Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster

Helmut Leftbuster nasce a Roma abbastanza tardi da essersi goduto i mefitici effluvi scolastici e universitari del ’68. Nella vita non scrive (semmai parla!), ma lo fa per passione e missione, essendo un convinto assertore di quelle libertà di pensiero e di opinione che, ben 3000 anni dopo Atene e Roma, vengono messe sotto assedio da una sorta di Pensiero unico depressivo, nichilista e soprattutto antidemocratico.

Il suo nome nasce dal connubio fra l’aulicità del romanticismo nibelungico e lo humor “trash” col quale Egli si rende guastatore delle peggiori ipocrisie progressiste e radical-chic.

Il “castigat ridendo mores” contraddistingue da sempre il tenore tematico e stilistico sia delle sue collaborazioni (Qelsi, Arianna Editrice e, ora, anche Il Populista) sia della gestione del blog che coordina, Aristocrazia Dvracrvxiana, ove si ciondola dal ghibellinismo dantesco (la “Dvra Crvx” del Poeta e non la “moscia crux” di 4 fricchettoni post-conciliari) a ricette gastronomiche identitarie messe a tavola per onorare  contadini e pastori nostrani ed indurre giovanissimi e massaie a dire "basta!" a venefiche porcherie sottocosto globalizzate e a cazzarate eque e solidali.

Il suo motto è «alla "povertà" si guarda, non si crede».

Epopea della gestione araba di Alitalia – ultimo atto

Già ci occupammo delle divise Alitalia, quelle stile “Visitors” imposte dalla gestione Etihad, la compagnia araba acclamata come salvifica un paio d’anni fa’, che in realtà, come era prevedibile, ha spremuto col suo 49% il rimanente 51% ancora in mani italiane, per poi mollare l’osso più spolpato di prima. Come si poteva mai pensare che una compagnia concorrente, per di più di bandiera di un paese così culturalmente distante dal nostro, potesse avere un qualche interesse a migliorare Alitalia?! Naturalmente, trattandosi di arabi, nessun gallinaio sindacale fiatò, e i risultati li stiamo vedendo (e pagando) or ora.

Ma va beh, tutto è bene quel che finisce bene. Tornando alla questione uniformi, l’esito della dipartita degli investitori arabi è stato sintomatico del tacitato malessere che tale gestione aveva incusso nel personale tutto e di volo in particolare; già, perché là dove la politica censura con la forza i malumori del popolo, ci pensa la sociologia a urlare che il Re è nudo. E questa storia delle uniformi è un piccolo spaccato sociologico di quanto il multiculturalismo sia soltanto un’immane cazzata.

L’Alitalia, nella sua storia, ha cambiato le uniformi a cadenze ultra-decennali, dal momento che, se è vero che i re-styling sono fisiologici al mantenimento in voga di una compagnia aerea, è anche vero che sono un costo notevole in termini di materiali e stilisti. Ma stavolta, evidentemente premuti dalle insofferenze di un personale esasperato nel doversi conciare come lucertoloni e dal dover indossare materiali scadenti e cappellini degni del peggior puritanesimo, Alitalia non se lo è fatta dire 2 volte, e non appena gli arabi hanno levato le tende, è scattato un nuovo re-styling a nemmeno 2 anni dal precedente.

Morale della favola: un’osmosi culturale forzata si può imporre coi carri armati, forse; ma ciò che non è nel Dna di una civiltà, fosse anche solo un berretto di troppo, senza cingoli a tenerlo premuto sul capo, volerà via al primo alito di vento.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:


MC S.R.L.
sede legale: viale Vittorio Emanuele II, 23 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: MARCO DOZIO
CONDIRETTORE: alessandro morelli

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU