Ostaggi dei violenti

Democrazia cancellata a Bologna, Salvini: città in balia dei centri sociali, vergogna!

Lucia Borgonzoni: "Non ci fermano le piazze negate, la città non può essere ostaggio di 100 violenti. E domani saremo comunque presenti"

Redazione
Democrazia cancellata a Bologna, Salvini: VERGOGNA!

Matteo Salvini con Lucia Borgonzoni. Foto ANSA

"Ho saputo dalla nostra candidata che prefettura e comune ci negano Piazza Verdi a Bologna per la chiusura della nostra campagna elettorale! Una cosa inaudita, non si può essere in balia delle minacce di cento violenti dei centri sociali!" Così Matteo Salvini, commentando la decisione di prefetto e sindaco. "Vergogna - ha aggiunto - ma io sarò lo stesso in piazza". Il segretario del Carroccio ha pubblicato sulla sua pagina Facebook il numero di telefono del Comune e della Prefettura scrivendo: "Se avete voglia di chiamare per ringraziarli... #bolognalibera". Il leader leghista prosegue: "Sindaco e Prefetto sono impauriti dalle minacce delle zecche rosse dei centri a-sociali. Ma Piazza Verdi è dei bolognesi o dei delinquenti?". La candidata a sindaco Lucia Borgonzoni così scrive oggi su Facebook: "Non ci fermano le piazze negate, Bologna non può essere ostaggio di 100 violenti. E domani saremo comunque con Matteo Salvini in città".

Durissima la presa di posizione dei presidenti dei gruppi parlamentari della Lega Nord, Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio: "È una vergogna! Non ci sono motivi per impedirci di manifestare le nostre idee in Piazza Verdi a Bologna se non il servilismo delle autorità locali nei confronti di Merola. Camerieri del sindaco avvertiti: pensate a spacciatori e spaccatori professionisti perché non ci fermerete mai. Ci vediamo a Bologna con o senza autorizzazione per dare il nostro sostegno pacifico a Lucia Borgonzoni sindaco!". Nessun commento dalla Questura sulla decisione, esaminata nel corso del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura: la decisione finale spettava al Questore Ignazio Coccia.

Il sindaco Merola dice di non aver interferito con la decisione del Questore, ma ha invitato Salvini "a non aggiungere provocazione a provocazione e rispettare la decisione assunta nell'interesse generale della nostra comunità". La tensione rimane comunque alta: la Lega Nord ha infatti confermato di voler tenere un'iniziativa in città per domani, mentre i collettivi in Piazza Verdi proseguono la loro mobilitazione anti-Salvini, di fatto cominciata 48 ore prima dell'appuntamento con il leader leghista. Il sottosegretario Luca Lotti ipotizza che la decisione sia giunta direttamente dal Viminale: "Non so. Probabilmente se n'è occupato il ministro Alfano, non conosco i motivi per cui è stata presa questa decisione, mi immagino di ordine pubblico. Ma non posso commentare una cosa che non conosco, rischierei di dire cose che non so e non voglio fare questo".

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