l'analisi economica

Agenzia di rating europea e finanza tossica

La Brexit è stata votata dalle classi povere in grande maggioranza rispetto ai banchieri della City ed alla sua finanza che sembra essere rimasta la prevalente fonte di crescita monetaria ma non economica

Fabrizio Pezzani
Agenzia di rating europea e finanza tossica

La vicenda "Brexit" consente di chiarire alcuni punti di svolta storica: il fallimento culturale e sociale di una classe politica ossificata ed incapace di vedere e capire cosa sta succedendo fuori dai loro palazzi; Cameron aveva fatto una scommessa senza capire che il suo paese stava andando verso un declino sempre più evidente sia nel livello di povertà che di disuguaglianza. La Brexit è stata votata dalle classi povere in grande maggioranza rispetto ai banchieri della City ed alla sua finanza che sembra essere rimasta la prevalente fonte di crescita monetaria ma non economica. I politici chiusi nei loro palazzi, come in tanti altri paesi, assomigliano sempre più alla sfarzosa Versailles di Luigi XVI e Maria Antonietta asimmetrica alla diffusa povertà del paese ed incapace di capire le onde della storia, la fine di un modello socioculturale e l’essenza di una crisi antropologica e non finanziaria.

L'uscita della Gran Bretagna dall’Europa dove stava, come sosteneva De Gaulle, per "sabotarla" e tenerla divisa, nei fatti consente di chiarire la differenza tra la cultura del mercato e della finanza totalmente deregolamentata e tossica del modello anglosassone- statunitense (circa il 19 % del welfare sul Pil) da quello del welfare europeo più orientato all’economia reale (circa il 30 % del Pil). L'uscita della Gran Bretagna può consentire di ridurre il livello di conflitto interno all’Europa e portare alle trattative i paesi più simili per modelli culturali.

La bufera dei mercati finanziaria messa in piedi dalla finanza fuori controllo si è abbattuta ingiustificatamente sul sistema bancario italiano che con la Brexit ha poco a che fare e comunque non tale da avere una correlazione di causa ed effetto da fine del mondo. Che il finanziere – solone Soros avverta sul rischio sistemico del nostro strumento sistema bancario la dice lunga sulla "mano armata della finanza" come strumento di occupazione del potere; più le banche vengono indebolite più diventano facile preda della finanza bellica . Peraltro i burocrati di Basilea, nessuno dei quali ha lavorato un solo giorno in banca, si perdono in ricette suicide ed allucinogene di aumenti di capitale che non servono a nulla se non si mette la museruola alla finanza per impedirle di investire i mercati come un’orda barbarica. Se non si ferma il "virus mortale" dei prodotti tossici che invade come le antiche pestilenze i sistemi sociali, saremo sempre a piangerci addosso facile preda da sottomettere.

La presa di coscienza vera dei problemi può rafforzarci e non indebolirci a fronte del comportamento rigido ma anche ipocrita della Germania che da un parte nega l’aiuto alle nostre banche assalite e deboli, spesso anche grazie all’incompetenza ed avidità dei loro managers e politici, ma non fa nulla per contribuire a mettere un freno ed una regolamentazione ai prodotti tossici che ci assalgono come le locuste. Peraltro sembra una rigidità "pelosa" perché proprio la sua banca principale nel settembre del 2011 si è messa a banchettare sulle nostre spoglie indifese con i derivati che li stanno soffocando; si può "subire" la loro rigidità ma non un’ottusità strumentale e dispotica.

Il primo passaggio da fare è la costituzione di un’agenzia di rating europea coerente con il nostro modello culturale legato alla nostra storia ed al welfare che è completamente diverso dal loro legato alla logica del mercato. Senza una chiara distinzione dei modelli culturali alla base si subisce una verità incontrovertibile di soggetti che diventano elementi di destabilizzazione sia monetaria che sociale. Le "agenzie di rating", oggi sotto accusa, dimostrano l’inadeguatezza dei loro modelli di analisi, perché pretendono di giudicare con un unico metro il criterio del mercato - l’ottimo del singolo a brev e- e l’utilità economico-finanziaria di istituzioni che perseguono invece, modelli sempre più diversi – quello della sussidiarietà nel medio-lungo tempo – come quelli europei. Inoltre i loro modelli si fondano su una cultura finanziaria che ragiona sui flussi di cassa perché avendo "finanziarizzato" l’economia reale hanno, colpevolmente, dimenticato che gli equilibri finanziari dipendono sempre da quelli economici e non viceversa. Il presupposto sbagliato da cui partono è che l’economia sia una scienza esatta e misurabile e non morale e sociale come è nella sua realtà e quindi non completamente misurabile perché i sentimenti, le passioni dell’uomo determinano l’incertezza del divenire non l’assoluta razionalità. I modelli di analisi finanziaria considerano irrilevante la capacità di tenuta dei membri di una società a fronte dei problemi economici; a parità di indicatori finanziari, a fronte di una situazione di crisi ha più tenuta una società con alta "uguaglianza" o una con alta "disuguaglianza" di reddito?

La costituzione di un’agenzia di rating europea consentirebbe anche al loro modello di essere più aderente alla relazionalità sociale, alla disuguaglianza, alla povertà, alla disoccupazione, alla corruzione ed al degrado morale e mitigare l’esclusivo criterio della finanza. Appena costituita l’agenzia europea dovrebbe procedere alla definizione del rating secondo il principio del welfare e della relazionalità solidale ad altre realtà, sarebbe allora normale assegnare la tripla BBB sia agli Stati Uniti che alla Gran Bretagna e procedere alla regolamentazione degli strumenti di guerra che la finanza ha sempre in canna; la valutazione dovrebbe poi estendersi a tutte le loro realtà. Come direbbero i francesi "à la guerre comme à la guerre".

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