RADICAL CHIC E DINTORNI

GIUSEPPE BIZZINI
RADICAL CHIC E DINTORNI

RADICAL CHIC E DINTORNI Se prima della sconfitta elettorale la poderosa macchina del fango della sinistra lavorava a pieno regime per indottrinare gli amorfi e acritici fruitori all’accettazione del pensiero unico dominante, dopo l’accordo di governo Lega-M5S, è chiamata a fare un ulteriore sforzo propagandistico, in pratica devono fare degli straordinari. Da qui l’impegno totale di tutto l’apparato mainstream (televisioni sia pubbliche che private, carta stampata, radio, cinema, scrittori, attori, cantanti e influenzer di ogni ordine e grado). La perdita della capacità di orientare le coscienze verso progetti politici prestabiliti e del conseguente mancato controllo del consenso li ha fatto letteralmente “sbroccare”, tra l’altro anche in modo del tutto scomposto. Abbiamo assistito alla messa in campo di tutto il loro repertorio verbale d’attacco carico di stereotipi, a cui danno dato la solita lettura di natura ideologica, in quanto mossi solo da astio politico. Il reiterato utilizzo per anni della tecnica del “politicamente corretto” ha portato ad inibire qualsiasi dibattito sulle tematiche sociali che non fossero dettate dall’agenda mondialista. Questo indottrinamento, auto referenziato, si e’ verificato grazie ad una martellante azione mediatica accompagnata da quella che possiamo definire la “pedagogia delle parole”. Ci hanno spiegato cosa e’ possibile dire e cosa non e’ conveniente dire, cosa vedere o non, ma soprattutto a cosa aderire, il tutto presentato con l’arrogante sicumera ascrivibile al grosso capitolo della “radical chic”. Di fatto e’ stata generata una sudditanza psicologica prima che culturale e chi non si conformava a questi modelli ha dovuto sopportare l’onta del bigotto e delle visioni limitate, quest’ultima definizione molto edulcorata per non dire cha hanno vomitato addosso al povero malcapitato di turno le peggiori nefandezze ai limiti dell’insulto personale, ma tant’era. Quando stai dalla parte sbagliata devono fare emergere anche i sensi di colpa che siano da esempio per i successivi masochisti di turno. Comunque, se i mondialisti hanno potuto realizzare tutto ciò, non e’ solo dovuto agli ingenti investimenti economici, all’attivismo degli adepti che hanno prodotto l’occupazione sistematica e capillare di apparati nevralgici sia a livello globale che nazionale, ma anche alla nostra inerzia e rassegnazione. Non regaliamo più la nostra indifferenza. Bizzini Giuseppe

Via Ceresio, 18, 22074 Lomazzo CO, Italia

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