ceruti: "solito copione"

Gli assassini di Sana la fanno franca. Un'altra volta

Evidentemente voler vivere all'Occidentale non paga. E certa giustizia estera, nei Paesi musulmani, non sembra particolarmente interessata a punire gli integralisti

Redazione
Gli assassini di Sana la fanno franca. Un'altra volta

Il consigliere regionale leghista Francesca Ceruti

E' stato rinviato il processo nei confronti del fratello e del padre di Sana Cheema, la cittadina italiana di origini pakistane uccisa nell'aprile del 2018 perché, secondo l'accusa, voleva sposare il fidanzato di Brescia contro il parere della famiglia. L'udienza è stata rinviata perché i due imputati sono irreperibili. In Pakistan i due uomini erano stati assolti per carenza di prove e assenza di testimoni.

Dura la reazione della Lega: "A quanto pare - osserva il consigliere lombardo leghista Francesca Ceruti, bresciana - c'è chi pensa che l'impunità passa attraverso la fuga. Lo avevamo già anticipato nei mesi scorsi, quando avevamo denunciato il fatto che gli indagati per l'omicidio di Sana Cheema non si trovavano e il processo in Italia rischiava di non partire. Ora il copione, tristemente già visto, si replica. Il padre e il fratello della giovane, uccisa strangolata perché colpevole di voler vivere all’occidentale, sono irreperibili e potrebbero farla franca".

"A Brescia - conclude Ceruti - ci sono state sin troppe 'esecuzioni' di donne che volevano integrarsi con la nostra cultura e sono state uccise. Mi auguro che il caso di Sana non crei un precedente e che le nostre autorità grazie al sistema di intelligence molto efficiente riesca a rintracciare gli imputati per consentire di essere sottoposti ad un giusto processo. Per Sana e per tutte le donne uccise violentemente”.

 
 

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