Capolavori di casa nostra

A Saronno la Vergine delle Rocce del Borghetto

Nella cornice dell'armoniosa Chiesa Settecentesca di San Francesco a Saronno, viene in questi giorni, esposta una preziosissima opera d'arte La Vergine delle Rocce

Stefania Genovese
A Saronno la Vergine delle Rocce del Borghetto

Quadro famoso e ricco di storia venne commissionato, nel 1483, all'illustre Leonardo Da Vinci, dalla Confraternita dell'Immacolata Concezione. L'esposizione di questa incantevole rappresentazione della Madonna col bambino, San Giovannino, e l'Angelo, è stata anticipata da una solenne presentazione svoltasi al Teatro Giuditta Pasta, il 22 aprile, durante la quale il celebre critico d'arte Philippe Daverio, ne ha elogiato la peculiare storica armonia artistica, soffermandosi a descriverne i particolari allegorici e simbolici, focalizzati in un contesto paesaggistico che ha generato discordanze sull'attribuzione del luogo da parte di molti esperti, e denotando le analogie pittoriche con altri celebri capolavori leonardeschi.


Il quadro che tutti potranno ammirare in San Francesco, fino all'8 maggio, è stato realizzato da Francesco Melzi, allievo della bottega di Leonardo Da Vinci; esposto l'anno scorso a Palazzo Marino ha riscosso il plauso e l'ammirazione di oltre trentamila persone. La Fondazione Casa di Marta, con il supporto dell'Amministrazione Comunale e della Comunità Pastorale nonché dei licei e delle suore Orsoline si sono adoperati affinché anche questa città, Saronno, ricca di celebri retaggi artistici e pittorici, potesse godere di questa elegante e lucente composizione pittorica.

Vi sono riprodotti i più ricercati canoni dell'arte leonardesca mediante la esplicita comunicatività delle figure in primo piano, dominate da un emozionante intreccio di gesti e di sguardi, madidi di una silente poesia che si esprime non solo nella eleganza estetica dei protagonisti, ma anche attraverso uno studio raffinato e composto della natura e della prospettiva aerea, che non è semplice cornice bensì una eloquente e fondamentale componente insita nella stessa ierofania comunicativa.


Molto interessante e decisamente peculiare all'animo leonardesco è la sua volontà indipendente ai dettami ortodossi delle consuete scene sacre, in quanto questo illustre genio ha consapevolmente scelto di omettere le aureole ed ogni altro attributo iconografico canonico (e ciò all'inizio comportò che il capolavoro non fosse gradito ai committenti). Di per se stessa il tema stesso, Maria inginocchiata con lo sguardo adorante Gesù bambino che benedice Giovanni Battista, il precursore che lo venera, posti in una grotta, non è riscontrabile in alcun Vangelo delle sacre tradizioni, ed è alquanto raro.

Gli studiosi ne hanno ravvisato la fonte nel Protovangelo di Giacomo, nelle Rivelazioni di Santa Brigida; inoltre la grande statura intellettuale e culturale del maestro fiorentino, lo ha portato ad essere a conoscenza dello scritto del teologo francescano Amedeo de Mendes Silva, Apocalypse Nova, nel quale Giovanni Battista veniva considerato una figura religiosa immacolata come la beata Vergine e con essa inserita a pieno diritto nell'intero complesso della rivelazione liturgica universale. Ma molti altri particolari artistici, cromatici e simbolici e storiografici della Vergine delle rocce verranno esplicitati al pubblico durante l'appassionante osservazione del quadro.


Infatti ad accompagnarci all'ostensione di questo capolavoro, con esaustive ed interessanti delucidazioni, ci saranno espertissime guide formate dal gruppo Chiese che saranno a disposizione dei visitatori (l'ingresso è libero e gratuito dalle 9 alle 13, e dalle 15 alle 20), tranne naturalmente durante gli orari della celebrazione delle Messe. Dunque, alcuni gentilissimi volontari, tra cui Luana Viviani, Enrica Lomazzi, Cristina Renso, Gigi Biffi, Stefano Restelli, Laura Scarpato ed altri, saranno presenti alla San Francesco, non solo per raccontare la genesi della Vergine delle Rocce, e offrire una chiara esegesi del quadro nei suoi aspetti estetici e formali, ma anche per rispondere con competenza alle domande dei visitatori.


L'evento culturale è stato reso possibile grazie all'intervento di numerosi sponsor da Saronno Servizi alle attività facenti parte del Distretto del Commercio saronnese, nonché dell'Ufficio Cultura; un importante ringraziamento speciale è da attribuirsi a suor Paola Paganoni, madre generale della Congregazione delle suore Orsoline di San Carlo, che ha gentilmente concesso che questa pregiata opera, di loro proprietà, copia esatta di quella realizzata da Leonardo Da Vinci e conservata al Louvre di Parigi, potesse essere visionata a Saronno. Perché non accrescere dunque la propria conoscenza della meravigliosa competenza artistica leonardesca, manifestatasi nella Milano di fine Quattrocento, ed assaporarne l'aulica maestosità, recandosi a visitarla, nella speranza che l'avvenimento così apprezzato, possa essere protratto ancora per qualche giorno...

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