DIRITTO AL LAVORO

Cronache dall'Italia di Renzi: "Fatta fuori dal lavoro perché incinta"

Questa volta il caso avviene a Forte dei Marmi dove una donna si è vista costretta a restituire la divisa già distribuita ai dipendenti per il periodo estivo.

Alessandro Morelli
Fatta fuori dal lavoro perchè incinta

Foto ANSA

Scoprire di essere incinta mentre si è al lavoro con un contratto a termine? Ecco il modo migliore per non avere dubbi sulla mancata riconferma del posto. Questa volta il caso avviene a Forte dei Marmi dove la donna dovrà restituire la divisa estiva già distribuita ai dipendenti per questa estate.

A denunciare il fatto è stata la Cisl che il Primo maggio ha volantinato in città un foglio stampato in vari colori e a chiare lettere maiuscole: "Comunica all’azienda che è incinta: non le rinnovano il contratto". I sindacalisti lo hanno distribuito davanti ad un negozio di abbigliamento e accessori per classi medio-alte, a pochi metri dall’hotel Imperiale, paradiso del lusso nella capitale del glamour della Versilia.


Il Governo aveva promesso maggiori diritti legati all’approvazione del Jobs Act, (bocciato  nei sondaggi dal 70% degli italiani) e questi sono i risultati. Una situazione che non urta la sensibilità del Ministro del Lavoro ed ex leader delle cooperative italiane Giuliano Poletti ma che sveglia i sindacati dopo il totale e colpevole silenzio di fronte ad una riforma i cui effetti nefasti sui diritti dei lavoratori erano assolutamente prevedibili.


L’azienda ha infatti tutte le ragioni normative malgrado una sentenza della Cassazione del 2008 stabilisca che "nei contratti a termine scatta la maternità per la lavoratrice che si rivela incinta alla visita medica e va riconosciuto il pieno diritto all’indennità". Nella stessa sentenza - la numero 22887 - la Cassazione - ricorda che l’indennità di maternità "ha carattere solidaristico, a tutela della maternità e delle lavoratrici madri in applicazione dei principi stabiliti dagli articoli 31 e 37 della Costituzione". E sulla base di queste sentenze la Cisl ribadisce la necessità di tutelare il diritto della donna "alla maternità anche in applicazione delle normative esistenti, se non si vogliono rimettere indietro le lancette delle nostre coscienze". I sindacati parlano di coscienze mentre Renzi cancella i diritti con le leggi: un po’ debolucci.

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