Un 1° maggio alternativo… con Maria!

La Festa del Lavoro al tempo del Coronavirus

Sapete che esiste pure una “Nostra Signora del 1° Maggio”? L’elenco di tutte le volte in cui la Madonna è apparsa, quando, dove e a chi, nell’ultimo libro del giornalista e scrittore Rino Cammilleri: “Tutti i giorni con Maria. Calendario delle apparizioni mariane” (Edizioni Ares). Una serie preziosa di santuari e immagini cui raccomandarci in questo periodo di calamità (anche politiche…)

Giuseppe Brienza
La Festa del Lavoro al tempo del Coronavirus

La copertina dell'ultimo libro di Rino Cammilleri "Tutti i giorni con Maria. Calendario delle apparizioni" (Edizioni Ares)

Diversi sono i libri e manuali che, negli ultimi decenni, stati pubblicati sulle apparizioni e le manifestazioni miracolose della Madre di Dio. L’ultimo libro del giornalista e scrittore Rino Cammilleri, intitolato Tutti i giorni con Maria. Calendario delle apparizioni mariane (Ares, Milano 2020, pp. 760, € 19,90), ha il merito di elencare nei secoli a partire dall’anno 40, giorno per giorno dal 1° gennaio al 31 dicembre, tutte le date, i luoghi e il nome dei veggenti cui la Madonna è apparsa. In duemila anni, infatti, la Vergine di Nazaret si è manifestata migliaia di volte, e ancora si manifesta.

Certe date, come l’8 settembre per esempio o il 1° maggio sono più affollate di apparizioni, forse perché la Madonna ha voluto festeggiare, nel primo caso il suo compleanno, nel secondo l’apertura di quello che la Chiesa cattolica considera da secoli il “mese mariano”. Proprio il giorno della Festa dei Lavoratori è stato scelto dalla Santa Vergine per apparire diverse volte, ben quattro e, come descrive Rino Cammilleri, in altrettante e diverse località (cfr. 1° maggio, pp. 226-228).

Prima di tutto il Kattolico (questo lo pseudonimo talvolta utilizzato dallo scrittore siciliano) ci parla della manifestazione avvenuta XVI secolo ad Arequipa, in Perù, città nella quale sorge oggi il santuario di Chapi. Qui si venera un’antica immagine della Madonna che, mentre veniva trasportata in una chiesa di un villaggio vicino, lasciò tutti di stucco pronunciando distintamente, nell’idioma quechua (la lingua degli indios) un ordine: “Chaypi! Chaypi!”, che vuol dire “Qui! Qui!”.  Al che i fedeli compresero subito "che la Vergine voleva essere venerata in quel luogo. La zona era tuttavia spoglia e arida. Ma nel 1897, per un miracolo, scaturì una sorgente che fa di Chapi, oggi, una sorta di Lourdes andina” (p. 226).

Luogo della seconda apparizione, che cade sempre il 1° maggio, è Lonigo, in provincia di Vicenza. Qui, nel 1486 due calzolai disonesti, per derubare un loro collega arricchito, lo attirarono davanti a una vecchia chiesa su cui era dipinta una immagine della Madonna. Uno di loro, però, scrive Cammilleri, “compiuto il misfatto, si fece scrupolo della presenza del dipinto: aveva commesso un delitto al cospetto della Vergine. L’altro, per rassicurarlo, accoltellò la Madonna alla tempia e al petto (come a dire: visto? non succede niente!). Ma dai punti colpiti sgorgò sangue e l’immagine, animandosi, portò le mani alle ferite. i due, terrorizzati, scapparono. la gente, accorsa dopo che si fu diffusa la voce del prodigio, riuscì a farne catturare uno, che venne processato e giustiziato. L’immagine cominciò a prodursi in guarigioni e attorno le fu costruito un santuario” (p. 227).

La terza apparizione descritta nel libro è quella della Madonna Addolorata di Rovigo. Qui, nel 1895, nella locale chiesa di San Michele, un’immagine dipinta su carta e raffigurante la Vergine Addolorata fu vista muovere gli occhi e tale prodigio, spiega Cammilleri, "si ripeté anche nei giorni seguenti e, a più riprese, si protrasse per i successivi cinque anni. Moltissimi furono, dunque, i testimoni. L’inchiesta diocesana appurò la veridicità del miracolo. Tra i primi ad accorgersi dell’evento (tre ragazze) c’era una giovane sarta spagnola, Miglesia (o Inglés)” (p. 227).

L’ultima “mariofania” del calendario s’intitola proprio Nostra Signora di Maggio ma, a differenza delle altre finora elencate, è avvenuta in un anno imprecisato. Certo è invece il luogo, l’attuale Repubblica Ceca. Da lunga tradizione, infatti, nell’ultima notte del mese di aprile, i giovani boemi e moravi usavano piazzare davanti alle porte delle fidanzate un “albero di maggio” con fiori bianchi e nastri colorati. Tale consuetudine, ci informa Cammilleri, “risaliva al tempo in cui una ragazza, vittima di maldicenze sulla sua illibatezza, non riusciva a trovare qualcuno che la chiedesse in sposa. La giovane si rivolse in lacrime alla Madonna e, la mattina del 1° maggio, si trovò che davanti alla sua porta era cresciuto in una sola notte un grande cespuglio di rose bianche, simbolo di purezza. Poi vennero il comunismo, il Sessantotto, la rivoluzione sessuale...” (p. 228).

Interessanti quindi gli stimoli storico-cultural-religiosi offerti da Rino Cammilleri in questo libro. Il giornalista, saggista e romanziere, autore di lungo corso, ha pubblicato con i maggiori editori nazionali oltre quaranta libri, alcuni dei quali scritti a due mani con il noto scrittore Vittorio Messori e l’economista Ettore Gotti Tedeschi. Per le Edizioni Ares di Milano segnaliamo l'originale saggio storico-politico pubblicato nel 1993, dal titolo: I mostri della ragione. Dai Greci al Sessantotto: viaggio tra i deliri di utopisti & rivoluzionari. Per maggiori informazioni sul Kattolico è disponibile il suo sito ufficiale: www.rinocammilleri.com.

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