Intervista al responsabile economico del Carroccio

Borghi: "Media schierati contro di noi, l'establishment teme la Lega"

"Altro che fake news, il vero pericolo è la disinformazione della stampa asservita al regime. Nonostante gli scomposti attacchi mediatici, molte persone di sinistra mi dicono che stavolta voteranno Lega"

Marco Dozio
Borghi: "Media schierati contro di noi, l'establishment teme la Lega"

Foto ANSA

Claudio Borghi, responsabile economico della Lega e candidato alle Politiche, che aria respira in questi ultimi giorni di campagna elettorale?
Possiamo farcela. Lo vedo dal numero di persone che si avvicina alle Lega e dai disperati tentativi messi in campo dal sistema di potere politico-mediatico per stravolgere le nostre parole. Il “menzognometro”, chiamiamolo così, sta andando fuori scala. Viene completamente travisato il significato delle affermazioni di Salvini o di altri esponenti della Lega. Se Salvini dice ci stiamo preparando per l’uscita dall’euro perché un’eventuale uscita non preparata sarebbe costosa, il concetto viene distorto al punto che secondo i media Salvini avrebbe detto che è costoso uscire dall’euro: di deduzione in deduzione, si arriva a dire che Salvini non vuole uscire dall’euro ed è a favore di questa Ue. Se dovessimo crescere ancora nei sondaggi, magari ci faranno dire che è più costoso rimpatriare gli immigrati che mantenerli in Italia.

La disinformazione propinata dai media mainstream, ci dicono, non esiste. Il pericolo sarebbero vere o presunte fake news fomentate dagli hacker russi.
Il punto è proprio questo. Siamo di fronte a una disinformazione a volte sistematica messa in atto da chi, paradossalmente, agita il rischio delle fake news provenienti dalla Russia o da chissà da dove. Stiamo assistendo a un tentativo disperato, da parte dell’establishment politico-mediatico, di colpire attraverso attacchi scomposti l’unica alternative credibile di governo, rappresentata dalla Lega. Più diventa probabile la nostra vittoria, più il sistema si arrocca su se stesso diffondendo bugie assolutamente inverosimili. Il problema dell’informazione deve essere considerato: su Twitter un giornalista ha detto che questa frase gli ricorda il ventennio. Ma è la situazione attuale a ricordare il ventennio, con un sistema mediatico totalmente asservito al regime e disposto a dire qualunque falsità.

L’establishment europeo teme un’affermazione di Salvini e della Lega?
Evidentemente sì. Noi stiamo crescendo, e l’establishment europeo ha una paura folle di poter perdere il dominio assoluto e incontrastato che detiene sul nostro Paese. Nonostante la scomposta campagna di disinformazione in atto, molte persone di sinistra mi dicono che stavolta voteranno Lega. E questo per me è motivo di soddisfazione. Non dobbiamo dimenticare l’enorme disparità di mezzi in campo. Il fatto che un micro partito come Più Europa faccia massiccio uso di grandi spazi pubblicitari a pagamento fa capire quali sono le forze in gioco. 

Che impressione le fa Renzi in questo finale di campagna elettorale?
Renzi si produce in mosse disperate e poco credibili avendo ormai la consapevolezza di essere fuori dai giochi: non solo come partito, ma anche dal punto di vista personale quale possibile interlocutore per larghe intese e inciuci similari.

Più la Lega sarà forte, meno possibilità avrà il PD di uscire dalla porta e rientrare al governo dalla finestra?
Il possibile sorpasso della Lega su Forza Italia sta mandando l’establishment in confusione. Chi immaginava uno scenario di larghe intese tra PD, Forza Italia e cespugli vari dovrà ricredersi: se la Lega sarà il primo partito all’interno della coalizione, l’inciucio diventerà impossibile perché mancherebbero i numeri per attuarlo. In altre parole non si ripeterà lo scenario tedesco auspicato dall’establishment europeo. Noi abbiamo fatto il possibile, non ci siamo certo risparmiati: ora la parola spetta agli elettori.

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