Dieci anni dalla morte di Alda Merini (1931-2009)

Un ponte (e tante iniziative milanesi) per Alda Merini

In occasione dei 10 anni dalla morte della grande poetessa cristiana, Milano le dedica iniziative, mostre e un ponte per celebrare il suo legame con la città, che sarà inaugurato mercoledì prossimo sul Naviglio Grande

Giuseppe Brienza
Un ponte (e tante iniziative milanesi) per Alda Merini

Fonte: Alda Merini – Sito Ufficiale, www.aldamerini.it

Il 1° novembre del 2009, giorno di tutti i Santi, si è spenta una delle più grandi poetesse italiane: Alda Merini. Era nata a Milano il 21 marzo 1931, nella casa di via Mangone, a Porta Genova. Sono passati ormai dieci anni dalla sua morte e, per ricordarla, la sua città natale ha organizzato un ciclo di eventi e di iniziative. Tra queste anche un ponte sul fiume Naviglio, a lei dedicato, che sarà inaugurato mercoledì prossimo, 6 novembre (ore 10.30), proprio in prossimità della sua abitazione in Ripa di Porta Ticinese, angolo via Corsico. 

Alda Merini è una poetessa, una donna che non è facile descrivere in poche parole. La sua poetica è vasta, profonda, intimistica, con temi più ricorrenti quello dell’amore fra uomo e donna, la specificità della dignità materna e femminile, il confronto/incontro con il mondo degli uomini, il legame con la sua città, la fede cristiana.

Sposa e madre di quattro figli, in una sua poesia ci ha lasciato una frase immortale che parte dalla sua personale esperienza: “La maternità è una sofferenza, una gioia molto sofferta. Da un amante ci si può staccare, ma da un figlio non riesci”.

Da sempre ermetica e anticonvenzionale, lontana dagli ambienti che contano e da qualsiasi status sociale, Alda Merini ha saputo sollevare anche il velo che la società edonista ed efficientista ha calato sulla pazzia e sui malati mentali (ricordiamo da questo punto di vista la struggente “La Terra Santa”, del 1996).

Se vi piace come poetessa e come donna, l'invito è a partecipare ai numerosi eventi che sono in programma in questi giorni a Milano, fra i quali oggi la “fiaccolata poetica” fino al ponte del Naviglio, luogo simbolo dell'esistenza e della poesia di Alda Merini.  È infine particolare il giorno in cui ci ha lasciato, la festa di Ognissanti e, il suo scrivere, del resto, la grande poetessa l’ha vissuto (e presentato) come rispondenza alla chiamata ad essere "immagine e somiglianza di Dio". Ha scritto in proposito: “Ho buttato il mio verbo come Iddio/ (l’amore fa di questi prepotenti e nuovissimi doni)/ ed ho creato proprio col soffio identico iniziale/ con cui Dio ha fatto l’uomo” (“Tu sei Pietro. Anno 1961”).

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