governo dei burocrati e religioni

Le tre leve del potere

Seconda parte dello studio di Marco Mari sul controllo delle masse, in nome del politicamente corretto. Sul tavolo, il "nodo" dell'islamicamente corretto

Marco Mari
Le tre leve del potere

La crociata dell'Isis contro le sigarette "peccaminose"

Il potere pensava che aver distrutto la religione cristiana e dato al popolo-bue la laicità oppure l’ateismo sarebbe bastato per ottenere il pieno controllo di ogni cosa. Dopo aver dovuto ammettere la temporanea sconfitta di 70 anni fa, i padroni del vapore stanno tornando alla carica per riprendersi tutto quello che hanno concesso con la democrazia. Non a caso si parla già di post-democrazia. Che significa governo dei burocrati. Quelli che, attraverso i trattati, hanno tolto la sovranità agli Stati nazionali per concentrarla nelle proprie mani; i politici sono solo i loro servitori.


Se non fosse sufficiente la post-democrazia a espropriare i cittadini dei loro diritti fondamentali (lavoro equamente retribuito, scolarizzazione, cure mediche gratuite, stato sociale ed qua pensione) ci penserà il ritorno alle religione medioevale proposta dagli emuli dello Stato Islamico. l buon osservatore si è già accorto che nessuno – a parte la Lega Nord di Matteo Salvini – osa criticare apertamente le atrocità commesse dallo Stato Islamico o dai regimi islamisti a danno delle minoranze religiose o semplicemente di paesi che ignorano ogni forma di diritto umano: in Arabia Saudita come in Iran (due paesi esponenti delle due maggiori frange musulmane, tra l’altro nemiche giurate, sunniti wahabiti e sciiti) uccidono centinaia di detenuti ogni anno nel pressoché totale silenzio dei media occidentali.


Il silenzio è identico pure nei confronti dell’Islam europeo che impone usi e costumi medioevali alle donne e nell’uccisione di animali secondo “l’islamicamente corretto”. Per esempio i nostri tg quasi ogni giorno raccontano giustamente femminicidi e stupri commessi da italiani. Silenzio assoluto su quelli commessi da stranieri come se non ce ne fosse uno: magari fosse così. Semplicemente si mette la sordina a questo tipo di notizie per non turbare le comunità non italiane. Come a voler legittimare certi comportamenti che sono opposti ai nostri usi e costumi occidentali. In Europa siamo ormai abituati alla parità fra uomo e donna, a vedere le donne non coperte da testa ai piedi, a lavorare ed essere indipendenti e chiuse in casa a badare ai muri e ai figli. Per noi maschi la barba è un optional e non una norma religiosa, come per le ragazze è normale indossare gonne corte o camicette senza maniche o ancora andare al mare o in piscina in bikini e non impacchettate in ingombranti sacchi neri chiamati beffardamente burkini.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Spagna, i Sacramenti diventan tecnologici
Confesor GO, app per chi vuole confessarsi

Spagna, i Sacramenti diventan tecnologici

INTERVISTA ESCLUSIVA / Non tutti gli omosessuali sono gay
Delaume-Myard, contro il matrimonio gay

INTERVISTA / Non tutti gli omosessuali sono gay


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU