Paradossi della giustizia

Amatrice: i due sciacalli rumeni arrestati? Sono già stati scarcerati, a piede libero

Auto zeppa di refurtiva e arnesi da scasso, ma non è abbastanza per rimanere in carcere: il giudice ha solo imposto il divieto di entrare in provincia di Rieti

Marco Dozio
Amatrice: gli sciacalli arrestati? Già scarcerati

Foto ANSA

Dove pensate che siano gli sciacalli di Amatrice, i romeni arrestati un paio di giorni fa mentre si aggiravano tra le macerie a bordo di un'auto zeppa di refurtiva, denaro e attrezzi da scasso? In carcere, per esempio? Sbagliato. I due quarantenni rumeni, pregiudicati, intercettati dal servizio antisciacallaggio dei carabinieri, sono già fuori. Scarcerati.

Il giudice del Tribunale di Rieti, pur convalidando l'arresto per furto aggravato, ha disposto la scarcerazione con il divieto di restare nella provincia reatina. In sostanza la coppia di sciacalli, in attesa che riprenda il procedimento rinviato a ottobre, è libera di muoversi al di fuori dei confini provinciali.

E chissà che essendo professionisti del mestiere, con alle spalle precedenti per rapina, non decidano di convergere nei paesi delle Marche colpiti dal sisma, con l'obiettivo di proseguire nell'opera di razzia iniziata ad Amatrice. Buonsenso suggerirebbe di conservare in gattabuia, almeno per un po', persone fortemente sospettate di sciacallaggio. 

Il solito cortocircuito. Da una parte le forze dell'ordine che presidiano al meglio le case distrutte o danneggiate, garantiscono protezione, s’oppongono all'assedio di questa infame tipologia di criminali e hanno pure l'ardire di arrestarne qualcuno. Dall'altra il sistema giudiziario che agendo, si presume, secondo le leggi vigenti libera immediatamente gli sciacalli appena arrestati, limitandosi per ora a una tirata d'orecchie come fossero due birbantelli e al cortese invito a interrompere le cortesi visite nei paesi terremotati. Posto che i due potrebbero concentrarsi su altri paesi terremotati, quelli della provincia accanto.

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