la fallimentare politica di Washington

Erdogan e Putin si stringono la mano: ecco l'ultimo disastro di Obama

Il Capo di Stato USA è riuscito a disintegrare politicamente l'Europa e a cacciare Mosca verso Cina e Turchia, una strategia che ci rende poco più di una colonia

Alessandro Morelli
Erdogan e Putin si stringono la mano: ecco l'ultimo disastro di Obama

Foto ANSA

Una foto che rappresenta la definitiva sconfitta della politica internazionale imbastita in questi anni da Barack Obama. Ecco il significato dell'immagine che ritrae il presidente russo, Vladimir Putin e il dittatore turco, Recep Tayyip Erdogan stringersi la mano durante un incontro ufficiale a San Pietroburgo che di fatto chiude un periodo di pesante crisi diplomatica riaprendo la porta a contatti sempre più fitti dal punto di vista economico e geopolitico.

"Il nemico del mio nemico è mio amico" spiega un vecchio adagio che diventa realtà tra due leader che fino a qualche settimana fa si attaccavano pesantemente in seguito all'abbattimento da parte dell'aviazione turca di un cacciabombardiere russo sui cieli siriani, goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno di tensioni. Tutto (quasi) dimenticato per merito della realpolitik che impone a Putin ed Erdogan di riallacciare i rapporti in chiave antioccidentale.


La responsabilità è tutta di Washington che da anni sta attuando una sfrenata politica antirussa passando tra la crisi Ucraina (e le conseguenti sanzioni) e l'utilizzo delle proprie aree di influenza come magli nei confronti di Mosca che ha visto anche mettere in dubbio gli accordi per la realizzazione di importanti gasdotti verso l'Europa.

Il Vecchio Continente non solo ha subito le scelte d'Oltreoceano ma le ha avvallate promuovendo sanzioni suicide e iniziative che l'hanno messa all'angolo riuscendo nuovamente a dividere gli Stati. Così, in totale autonomia, la Germania ha consolidato i suoi rapporti con Mosca riuscendo a ricavarsi un importante ruolo di interlocutore escludendo gli altri partner (Italia in testa).

Dalle parti di Ankara invece, il tentato golpe e le responsabilità cadute su un esiliato in terra americana, hanno permesso a Erdogan di slegare le mani dall'alleanza atlantica che limita i movimenti a chi sta cercando in tutti i modi di assurgere a Stato egemone dell'area mediorientale. Per questo il sultano turco ha prima cercato in tutti i modi di defenestrare il vicino Assad (alleato russo) e poi ha intessuto rapporti con Israele ma dopo anni persi sotto la guida USA nel tentativo di far cadere il Governo siriano, forse Erdogan ha capito che la strada migliore non è quella degli incontrollabili ribelli ma la diplomazia che passa da Mosca.


Anche per Erdogan l'Europa è solo una comparsa anzi, è il compagno sfortunato col quale fare il bullo ed esigere la paghetta, che per noi significa 6 miliardi di euro versati ad Ankara con lo spauracchio dell'invasione di clandestini.

In questo quadro internazionale i reciproci interessi economici e geopolitici permettono di superare le asperità degli ultimi anni per aprire il dibattito sul Turkish Stream, il progetto di gasdotto russo che serve proprio ad aggirare l'Ucraina. Il leader turco ha promesso che verrà avviato, mentre gli americani lo avevano bloccato un anno fa affermando "che la Russia si serve del gas come di un'arma puntata contro l'Europa", come se ai cittadini di Boston o Cleveland questo potesse interessare.

Putin dal canto suo può rilanciare il giro d'affari con l'Asia che oggi è di 30 miliardi dollari ma potrebbe raggiungere i 100 nel 2020, il primo passo è stata l'eliminazione delle sanzioni sul turismo che avevano svuotato le spiagge sul Mediterraneo e sono state già tolte con i turisti russi che tornano ad Antalya e nelle altre località turche. Via anche le sanzioni sull'import agro-alimentare, una scelta che fa sorridere Ankara e piangere pesantemente le aziende italiane rappresentate da un Governo supino alle scelte di altri.

LIBERA LA BESTIA CHE C'È IN TE!

Contribuisci anche tu alla sezione LIVE NEWS, inviandoci un video, una foto o un articolo!

partecipa inviandoci i tuoi:

Friburgo: rifugiato afghano stupra e uccide la figlia di un funzionario Ue
la vittima, volontaria di un centro accoglienza

Studentessa uccisa a Friburgo: era la figlia di un funzionario Ue

Repubblica ceca: tre importanti iniziative in nome della libertà
Repubblica ceca: tre importanti iniziative in nome della libertà

Praga: l'SPD chiede un referendum per uscire dalla Ue

Trump alla Cina: "Pensate ai dazi vostri"
Il tycoon reagisce alle polemiche

Trump alla Cina: "Pensate ai dazi vostri"

Ciaone, Hollande. Il presidente se ne va
in crollo verticale nei sondaggi

Ciaone, Hollande. Il presidente se ne va


MC S.R.L.
sede legale: via angelo maj, 24 - 24121 Bergamo
C.f./P.IVA: 04061980167 - R.E.A.: BG-431792
Email: INFO@ILPOPULISTA.IT

direttore: alessandro morelli
condirettore: matteo salvini

ILPOPULISTA.IT È UNA TESTATA TELEMATICA REGISTRATA PRESSO IL TRIBUNALE DI MILANO, N. 121 DEL 27/04/2015

per i tuoi annunci: PUBBLICITA@MC-SRL.EU