proposta Lega-Noi con Salvini

Attaguile e Giorgetti: "Le squadre di calcio ai tifosi"

L'iniziativa prevede che i supporters possano gestire il 70% delle azioni, ma la proposta di legge giace in commissione dal marzo del 2014. E nel frattempo il calcio italiano è ormai in mano agli investitori stranieri

Fabio Cantarella
La proposta è del gruppo Lega-Noi con Salvini, primi firmatari Attaguile e Giorgetti

“Milan ai cinesi? Dal marzo del 2014 la nostra proposta di legge sull’azionariato ai tifosi giace in commissione in quanto la maggioranza e i ‘poteri forti’ non vogliono che venga inserita all’ordine del giorno per la discussione”. A parlare è il deputato Angelo Attaguile, segretario nazionale di ‘Noi con Salvini’ e della Commissione nazionale Antimafia, assieme a Giancarlo Giorgetti primi firmatari di una proposta di legge, sottoscritta da tutti i parlamentari aderenti al gruppo della Lega-Noi con Salvini, che obbliga di riservare una quota importante dell'azionariato sociale, ben il 70%, ai tifosi.

Modificando l’art. 10 della legge 23 marzo 1981 n. 91 in materia di proprietà e organizzazione delle società sportive professionistiche, “i veri proprietari delle società sportive", commenta Angelo Attaguile, "diventerebbero quindi i tifosi stessi che si ritroverebbero ad essere soci di maggioranza, mentre i presidenti o comunque i gruppi societari di potere, non potrebbero detenere oltre il 30% del capitale sociale”.

La proposta di legge, come spiega l’on. Angelo Attaguile, ex presidente e oggi presidente onorario del Catania calcio, rappresenta anche un'iniziativa concreta per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata, essendo che i veri timonieri delle società diverrebbero i tifosi, “quindi un azionariato diffuso e non concentrato nella mani di una o due persone”.

“Se il Parlamento si decidesse a trattare e approvare questa proposta di legge", chiarisce Angelo Attaguile, "non solo eviteremmo il rischio d’infiltrazioni mafiose, ma riusciremmo a coinvolgere maggiormente i tifosi che via via stanno abbandonando gli stadi amareggiati da gestioni societarie spesso incomprensibili". "Il modello che proponiamo è ben collaudato in altri paesi europei", aggiunge Attaguile, "con risultati estremamente positivi. Basti pensare ai 170.000 soci-tifosi del Barcellona o alla normativa tedesca che vieta a un singolo socio di detenere oltre il 50% delle azioni, limite ridotto addirittura al 30% dagli statuti delle società sportive”.

Attaguile si sofferma anche sulla strana involuzione del sistema calcio italiano: “Ormai quasi tutti i più grandi club sono in mano ad investitori stranieri, dal Milan all’Inter, per non parlare della Roma. I giocatori stranieri, anche nelle giovanili, tolgono spazi agli atleti di nazionalità italiana con la conseguenza che le nostre rappresentative non sono più temute come un tempo". "Di lega italiana", aggiunge un preoccupato Attaguile, "sta rimanendo ben poco e peraltro è naturale che si tratti di presidenti che, non essendo italiani, non abbiano a cuore la questione azzurra e questo gioca anche a svantaggio delle nostre nazionali”.

La proposta di legge, come spiega l’on. Angelo Attaguile, consentirebbe di “arginare il drammatico fenomeno della violenza negli stadi, risultato della responsabilizzazione del tifoso-socio”. La proposta modifica della legge n. 91 del 1981, stabilisce anche l’obbligo di inserire negli statuti societari un organo consultivo che, assicurando un’adeguata informazione sulle vicende che interessano l’opinione pubblica, sia capace di creare un’importante cinghia di collegamento tra le società sportive e i tifosi".

Segue la proposta di Legge:


ART.1.

1- Dopo il sesto comma dell’articolo 10 della legge 23 marzo 1981, n. 91, e successive modificazioni, sono inseriti i seguenti: "Nelle società sportive costituite nella forma di società per azioni o di società a responsabilità limitata non può essere intestato allo stesso soggetto, o comunque a soggetti a questo collegabili, un numero di azioni o di quote che superi il 30 per cento del capitale sociale. In deroga alla normativa vigente in materia di società di capitali, è altresì proibito ogni patto parasociale che determini direttamente o indirettamente il controllo della società sportiva.


Negli statuti delle società sportive deve essere previsto un organo consultivo, il cui parere è obbligatorio ma non vincolante, al quale sono sottoposti preventivamente i bilanci e al quale è presentato il programma annuale della programmazione sportiva. L’organo deve essere formato da un minimo di 100 a un massimo di 1.000 persone elette ogni anno dagli abbonati alla società sportiva con sistema elettronico in base a un apposito regolamento approvato dal consiglio di amministrazione della stessa società. Un’ulteriore quota di membri, pari al 10 per cento di quelli elettivi, è nominata, per un periodo di tre anni, dal medesimo consiglio di amministrazione tra i dirigenti e gli atleti della società sportiva che si sono distinti per attaccamento ai colori sociali. L’organo consultivo elegge a maggioranza tra i propri membri il presidente che può partecipare, in qualità di osservatore, alle riunioni degli organi sociali della società sportiva".

ART.2.


1. Le società sportive professionistiche devono adeguare il proprio assetto societario alle disposizioni di cui all’articolo 1 entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. In caso di inadempienza, l’organismo federale competente provvede alla nomina di un commissario per ogni società con il compito di procedere all’adeguamento entro tre mesi dal suo insediamento.


D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI:


ATTAGUILE, GIANCARLO GIORGETTI, ALLASIA, BERRETTA, BORGHESI, BOSSI, MATTEO BRAGANTINI, BUONANNO, BURTONE, BUSIN, CAON, CAPARINI, FEDRIGA, RICCARDO GALLO, ALBERTO GIORGETTI, GRIMOLDI, GUIDESI, GULLO, INVERNIZZI, LEONE, LO MONTE, MARANTELLI, MARCOLIN, MINARDO, MOLEA, MOLTENI, PICCOLI NARDELLI, PIEPOLI, GIANLUCA PINI, PRATAVIERA, RONDINI, ROSATO, SCOTTO.

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