azzurre del tiro con l'arco

Definisce le atlete "cicciottelle". Licenziato il direttore del Quotidiano Sportivo

Dichiariamo guerra all'Inquisizione del politicamente corretto! Un tribunale composto da orde di associazioni, vegani, arcigay, anticiccia, nani e ballerine e chi più ne ha più ne metta pronti a mettere la bolla ma se a offendere sono loro...

Alessandro Morelli
Definisce le atlete "cicciottelle". Licenziato il direttore del Quotidiano Sportivo

Non puoi dire cicciottella ma puoi dare del razzista, ti devi inchinare alla velata ma non azzardarti a citare l'insensato vegano. Partiamo con la piena solidarietà al collega Giuseppe Tassi, ex direttore del Quotidiano Sportivo, che in un titolo si è "permesso" di chiamare le cose con il loro nome.

Veniamo al caso: Guendalina Sartori, Claudia Mandia e Lucilla Boari, azzurre del tiro con l'arco raggiungono un insperato ottimo quarto posto nella competizione  a squadre femminile. Certo la notizia merita un titolo e Il Resto del Carlino esce con: "Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico".

Apriti cielo, la moderna Inquisizione del politicamente corretto ha già emesso la sua condanna inappellabile: condannato. Immediata dunque è partita la bufera di polemiche, accuse, commenti e indignazione per le parole del giornale. Sommerso dalle proteste, Tassi prova una disperata marcia indietro, pubblicando una nota di scuse, ma ormai è troppo tardi: l'esercito del politically correct è già in trincea scatenatissimo sui social media fino ad arrivare al siluramento da parte dell'editore per tentare di placare le proteste.

Ora tutti contenti: la testa grondante sangue dell'impudente giornalista è stata staccata, l'onore di tutte le "cicciottelle" del Pianeta è salvo e le acque si potranno chetare nella loro ipocrisia più profonda. Ricordatevi però che le truppe di vegani, arcigay, anticiccia, nani e ballerine, anziani, family day e mediatori culturali sono pronte a dare la bolla dell'Inquisizione se userete delle parole a sproposito. Il tribunale è il loro, le regole le hanno scritte chissà dove e se vi ritrovate voi ad essere ingiuriati dovete farvene una ragione, nella dittatura del politicamente corretto sono cose che possono succedere. 

Un'idiozia alla quale la migliore risposta è quella di Claudia Mandia, una delle protagoniste della vicenda che con arguzia, intelligenza e simpatia chiude il dibattito con un post sui social: un'immagine con scritto 'Je suis Cicciottello'. Chapeaux.



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