Invasione sotto la Madonnina

Tendopoli sì, tendopoli no... intanto Milano sembra una città africana!

Il sindaco Sala ipotizza l'utilizzo delle tende, poi sommerso dalle reazioni negative smentisce sé stesso. Il ministro Pinotti mette a disposizione le caserme

Redazione
Tendopoli sì, tendopoli no... intanto Milano sembra una città africana!

Beppe Sala e una tendopoli. Composizione da foto ANSA

A metà luglio il comune di Milano aveva posto un limite all'accoglienza, fissando in tremila unità il numero massimo di clandestini che il capoluogo lombardo avrebbe potuto accogliere. Oggi siamo già ad almeno 3.200, i centri di accoglienza ormai scoppiano e altre migliaia di immigrati sono in arrivo. "Di spazi nuovi in tempi molto rapidi non ce ne sono, a questo punto non è escluso che si usino le tende, lo stiamo verificando con la prefettura" ha dichiarato verso le 12 di martedì 9 agosto il sindaco Beppe Sala. "Stiamo monitorando la situazione e dato che gli spazi obiettivamente non ci sono", ripete, "si potrebbero usare le tende. In quali aree? Ci sta lavorando il prefetto e mi sottoporrà una proposta nei prossimi giorni. Ora il problema è trovare spazi a Milano e in un paio di Comuni della città metropolitana per resistere all'onda d'urto".

In città l'emergenza invasione è un vero e proprio un disastro: migliaia di persone stipate in centri allo stremo, con il comune che cerca di nascondere la realtà per non andare contro il governo, della sua stessa parte politica. L'ipotesi di trasformare Milano in una tendopoli ha scatenato subito un diluvio di reazioni negative, e il sindaco Sala è stato costretto a smentire sé stesso: alle 16 dello stesso giorno ha firmato una nota secondo la quale la situazione è "nel pieno controllo delle autorità competenti. Attualmente sono circa 3.200 le persone che trovano ospitalità in città e in funzione di ulteriori esigenze", ha dovuto correggere il tiro il sindaco, "si potranno aggiungere alcune tende per la prima accoglienza, che si aggiungeranno a quelle già sistemate all'interno dell'ex Centro di Via Corelli e della caserma Mancini".

Comprendendo l'imbarazzo del primo cittadino, il ministro della difesa Pinotti gli lancia un assist facendo sapere che a breve dovrebbe venire libera la caserma Montello, in zona Sempione, e per qualche mese potrebbe essere usata per ospitare i clandestini. Stessa operazione sui Magazzini di Baggio, ex complesso militare inserito nel piano di dismissioni. Sala continua a spingere per l'uso del campo base di Expo come centro profughi. “Siamo passati dai clandestini nelle case di Expo ai clandestini nelle tende. È la dimostrazione che Milano ha un sindaco che non conta nulla, che è succube delle scelte di Roma e del Prefetto e che è incapace di difendere Milano e i milanesi”, ha dichiarato il Capogruppo del Carroccio al Pirellone Massimiliano Romeo.


La Lega Nord, con la sua forte opposizione è riuscita a bloccare i permessi, ma il sindaco PD non molla: "Sono convinto che a settembre una buona parte dei migranti potrà essere mandata là", ha ribadito. Si tratta della stessa zona, a 500 metri dall'ex sito Expo, che il comune dice di voler trasformare in una "no tax area" per attirare le imprese.

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