Chi protegge gli antagonisti?

Centri sociali, le verità non dette

Sfasciano tutto eppure la fanno sempre franca. Occupano abusivamente e nessuno li scaccia. Parlano di accoglienza e fratellanza ma hanno anche loro un tornaconto economico. In nero

Redazione
Centro sociali, le verità non dette

Foto ANSA

Fan girare un mucchio di soldi, i centri sociali; circa 20.000 euro a week end, rigorosamente in nero, grazie a pranzi, aperitivi, concerti, alloggio

Guadagnano molto, al punto da autosostenersi. Perché sono centinaia i giovani che accorrono, spesso da tutta Europa quando si tratta di manifestazioni di piazza organizzate, e tutto si paga: ascoltare musica rap, ballare ai concerti, suonare nelle sale prove, esercitarsi in palestra, utilizzare il bar, alloggiare nelle case albergo per studenti. Ed è tutto in nero: niente contributo Siae, biglietti o fatture. Si entra con una offerta libera ed i prezzi sono bassi, ma gli incassi da capogiro.

“Ne sanno qualcosa gli imprenditori della notte del Cantiere, il centro sociale milanese che è diventato il campo base del vandalismo e dell’antagonismo dei black block chic, quelli che girano ormai in Mercedes e ostentano Rolex da Costa Smeralda”, ha scritto la stampa. E le spese di gestione di queste strutture sono pressoché inesistenti. A Milano, ad esempio, luce e gas sono a carico del Comune e gli stabili di solito sono occupati abusivamente. Nel capoluogo lombardo il caso Leoncavallo, il ritrovo cult dei radical-chic, ha fatto da volano a una trentina di occupazioni in città; la forza pubblica non interviene, secondo i maligni perché gli antagonisti hanno aiutato la campagna elettorale di Pisapia, garantendogli l’elezione.

Magari con la speranza che l’amministrazione amica acquisti lo stabile dai legittimi proprietari, offrendo in cambio aree appetibili da ristrutturare o da edificare (come è successo con la famiglia Cabassi), cedendo poi l’immobile ai giovani social. I collettivi come centri di potere? Lo ha ipotizzato Libero, scrivendo che “gli scontri del primo maggio si spiegano anche con motivazioni poco nobili e più commerciali: i centri sociali hanno voluto ricordare alla giunta Pisapia e al PD che sono loro, le nuove coop rosse, a controllare le notti di Milano (e migliaia di voti)”.

Non sono sempre rose e fiori, però; i vari collettivi si fanno concorrenza, si copiano le iniziative. Gli antagonisti del Cantiere fanno concorrenza al Leoncavallo creando un ristorante chic nella sala mensa di viale Monterosa, subito imitati dagli antagonisti del Lambretta e dello Zam, che avevano aperto nelle villette di viale Romagna, ora disoccupate, e in via Santa Croce, con discoteca senza limiti di orario, una tavola calda con vini della casa, lasagne, tortelloni e lo spaccio di torte alla cannabis per gli studenti liceali, il target mirato.

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