Nuovo successo degli scienziati italiani

Inventato un sensore per individuare il cancro

Inventato un biosensore in grado di individuare i tumori. Il progetto è stato svolto presso l’università americana di Case Western Reserve University a Cleveland in collaborazione con l’Istituto di Nanotecnologia (Cnr–Nanotec) di Rende

Redazione
Inventato un sensore per individuare il cancro

Foto ANSA

Buone notizie per la prevenzione del cancro. Italia e America hanno messo a punto una nuova tecnologia in grado di garantire diagnosi particolarmente accurate

La ricerca è nata dall’esigenza di individuare enzimi e proteine di bassissimo peso molecolare, indicative della presenza di cellule tumorali circolanti e tessuti cancerosi. La scoperta è tutta italiana. Il gruppo di ricerca di Giuseppe Strangi (Case Western Reserve University - USA) in collaborazione con l’Istituto di Nanotecnologia Cnr–Nanotec di Rende (Antonio De Luca) hanno sviluppato un biosensore basato su metamateriali nanostrutturati capace di infrangere limiti diagnostici e rispondere alle esigenze cliniche di moltissimi centri di ricerca sul cancro nel mondo. In particolare, si tratta di una piattaforma per ‘biosensing’ realizzata mettendo a sistema metamateriali iperbolici che agiscono da chip fotonici interrogati da luce laser, e da canali microfluidici per guidare i fluidi biologici da testare sulla superficie del sensore. I metamateriali sono materiali artificiali le quali proprietà fisiche sono ottenute dall’organizzazione di strutture plasmoniche su scala nanometrica. In maniera similare ai processi naturali, dove atomi e molecole vengono elegantemente assemblati per formare strutture con peculiari relazioni tra forma e funzione, i ricercatori hanno disegnato proprietà fisiche che vanno oltre quelle di materiali disponibili in natura, infrangendo barriere fisiche che per molto tempo sono state pensate come limiti insormontabili.


La ricerca riporta che con questa tecnica sono state rilevate proteine marcatrici di 244 Dalton, che dovrebbe consentire ai medici di individuare i tumori in fase iniziale. Il nanosensore, che sta nel palmo di una mano, agisce come un setaccio biologico, isolando una piccola molecola proteica di peso inferiore a 800 trilionesimi di un nanogrammo da una soluzione estremamente diluita di poche decine di molecole per microlitro. Giuseppe Strangi e Nima Sharifi - Case Comprehensive Cancer Center (USA) - hanno iniziato a testare il sensore con proteine correlate a tumori della prostata e del pancreas. I ricercatori sostengono che questa nuova tecnologia di rilevamento potrebbe aiutarli non solo a rilevare i tumori, ma a distinguere il sottoinsieme della patologia, comprendere ciò che guida la crescita e la diffusione delle cellule tumorali ed a cosa queste sono sensibili.

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