Dopo un anno di governo tecnico

La Romania alle urne per le elezioni, tra sfiducia nella politica e nell'Europa

Un voto importante in un momento in cui in molti Paesi lo slancio populista, nazionalista, anti invasione e critico nei confronti dell'Ue ha il sopravvento

Redazione
La Romania alle urne per le elezioni, tra sfiducia nella politica e nell'Europa

Manifesti elettorali a Bucarest. Foto ANSA

Domenica 11 dicembre, oltre 18 milioni di romeni sono chiamati alle urne per eleggere tra oltre 6.500 candidati i 466 parlamentari che siederanno nella Camera e nel Senato per la prossima legislatura. Le elezioni politiche arrivano dopo un anno di governo tecnico, guidato dall'ex commissario Ue all'Agricoltura Dacian Ciolos. Un voto importante che si inserisce nel momento in cui in molti Paesi lo slancio populista, nazionalista, anti invasione e critico nei confronti dell'Ue ha il sopravvento. In Bulgaria e Moldova, di recente hanno vinto i candidati filo russi. In questo contesto internazionale, le elezioni romene daranno da un lato il grado di interesse dell'elettorato per le vicende politiche del Paese, dall'altro la dimensione di quanto ancora conti la spinta europeista, a quasi 10 anni dall'adesione di Bucarest.

Su tutte le percentuali, svetta drammatica quella del 75% di romeni disillusi che non hanno fiducia nella politica, dato che potrebbe influenzare lo già scarso interesse delle nuove generazioni per la politica e le elezioni. Alla vigilia del voto, il presidente Iohannis ha lanciato un appello alla partecipazione. Inoltre nella campagna elettorale ha avuto un ruolo di rilievo anche un crescente nazionalismo che denuncia il fatto che a 26 anni dalla rivoluzione "niente è più nostro" e "la nostra economia è un disastro", ha spiegato il politologo Radu Magdin.

Secondo la Costituzione romena, il capo di stato avvia le consultazioni con tutti i partiti ma può nominare chi vuole per l'incarico di premier, anche se non ha la maggioranza o una coalizione che lo sostiene. Quindi non è ancora chiaro cosa farà il presidente: dipenderà dai risultati e se il suo stesso partito, il Pnl, e il nuovo Usr possano o meno avvicinarsi alla maggioranza per il loro candidato, l'attuale premier del governo tecnico Ciolos. Un'ipotesi possibile con l'aiuto dei rappresentati delle minoranze, circa 18 deputati che sono eletti secondo regole specifiche che nel 99% delle occasioni hanno sempre votato a favore del governo.

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