parole, parole, parole

Frontex pronta ai rimpatri. Ma l'Ue chiude il borsellino

Il corpo di guardia Ue a dicembre ha pubblicato il primo bando di partecipazione volontaria a cui gli Stati membri hanno risposto però picche, garantendo solo il 57% delle necessità. In altre parole, si sono già defilati tutti

Redazione
Frontex pronta ai rimpatri. Ma l'Ue chiude il borsellino

Sull'immigrazione, l'Europa comanda ma non mette un centesimo. I dati parlano chiaro e sono contenuti nella Legge di Bilancio del Governo: su un totale di 4 miliardi, l'UE riconosce all'Italia appena 112 milioni per far fronte a tutte le operazioni necessarie, dal salvataggio in mare, alla gestione dell'accoglienza, fino ad arrivare alle spese per istruzione e sanità. Ed in queste ore c'è la notizia che i rimpatri dei migranti che non hanno diritto all'asilo entrano nella fase operativa. Come dire che la Ue si toglierà di torno, quanto meno a parole, gli indesiderati nel Vecchio Continente. Frontex, il corpo di guardia costiera e di frontiera dell'Ue, ha ufficialmente istituito e attivato le squadre da intervento europee per i ritorni (European Return Intervention Teams, nella dicitura in inglese).

Sulla carta sembra tutto facile, ma si ricorderanno lorsignori anche dell'Italia o con la solita manfrina che essendo noi il primo e più vicino approdo del Mediterraneo (e Malta?) dovremo comunque continuare a soccorrere, nell'attesa che - lungaggini burocratiche permettendo - i non aventi diritto (solo al 5-6% viene riconosciuto lo status di profugo, quindi il conto è presto fatto) vengano rispediti a casa? Permetteteci di essere particolarmente scettici sull'annuncite di Frontex, che martedì ha presentato la "squadra" dei rimpatriatori (per ora solo a parole): "690 persone specializzate in ritorni, accompagnatori di ritorno e personale di monitoraggio dei rimpatri, gli speciali team potranno essere schierati a sostegno degli Stati membri dell'Ue alle prese con la gestione delle operazione di rimpatrio". Previsto anche personale specifico per l'assistenza ai rimpatri di minori, fanno sapere.

"La nostra capacità di attingere a un bacino di ufficiali di ritorno qualificati ed esperti contribuirà ad aumentare l'efficienza e fornire alle autorità nazionali il sostegno di cui hanno bisogno", ha sottolineato il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri. Sarà, ma per ora tutta questa efficienza non s'è vista. Leggeri ha mandato un messaggio anche a Roma, sostenendo che "l'attivazione di questi team è particolarmente importante per Grecia e Italia, che lo scorso anno hanno registrato un numero record di migranti". Il numero dei componenti delle squadre da intervento europee per i ritorni si basa proprio sulla dimensione dei flussi dei migranti dello scorso anno, ha spiegato Leggeri.

Frontex a dicembre ha pubblicato il primo bando di partecipazione volontaria a cui gli Stati membri hanno risposto però picche, garantendo solo il 57% delle necessità. In altre parole, si sono già defilati tutti. Col risultato che la Commissione europea ha dovuto ricordare che "le attività di Frontex non si sostituiscono alla responsabilità degli Stati Ue" e che "spetta ai governi organizzare e gestire le attivita di rimpatrio". Signori, il ballo del rimpallo è ricominciato...

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