SCAMBIATI PER RIVALI

Pescatori minacciati con pistole, per la Lega è opera del bracconaggio dell'Est

Nella zona si sono già registrate altre aggressioni a pescatori e i carabinieri di Ostellato, che hanno avviato le indagini, non escludono l'ipotesi della guerra tra bracconieri

Fabio Cantarella
Pescatori minacciati con pistole, per la Lega è opera del bracconaggio dell'Est

I bracconieri dell'Est sono un'organizzazione di stampo mafioso" e "occorre contrastarli con tutti gli strumenti a disposizione, regionali e nazionali". Alan Fabbri (Lega Nord) non ha dubbi sull'aggressione a due pescatori romeni, in Italia regolarmente, avvenuta la sera del 5 gennaio lungo il canale circondariale di Ostellato, nel Basso Ferrarese.

Nella zona non è la prima aggressione a pescatori e i carabinieri di Ostellato che hanno avviato le indagini non escludono - riferisce il Resto del Carlino - una guerra tra bracconieri, nell'ambito della quale i due romeni, con regolare licenza - fatti inginocchiare da un gruppo di quattro incappucciati che avrebbe puntato loro alla testa le armi da fuoco - sarebbero stati scambiati per pescatori di frodo di un gruppo rivale.

"Un fatto inaccettabile e gravissimo - sottolinea Fabbri - che indica chiaramente come questo fenomeno dei pescatori di frodo sia totalmente fuori controllo. Le forze dell'ordine devono poter intervenire con nuovi strumenti". Rilevando, come esempio di applicazione del 'reato di bracconaggio', che sei romeni sono stati denunciati per 'bracconaggio ittico' dal Corpo forestale nel Lodigiano, Fabbri - capogruppo leghista in Regione - in Emilia-Romagna suggerisce di "cominciare con il non rilasciare più licenze per la pesca professionale nelle acque interne. Perché già questo eviterebbe a molti stranieri senza scrupoli di potersi riparare sotto questo ombrello protettivo".

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