IL TERRORISMO FA NUOVI PROSELITI

Dalle carceri al web avanza la propaganda jihadista

Le nostre galere si stanno riempiendo di estremisti islamici che inneggiano all'ISIS e sui social sono ormai numerosi i gruppi e le pagine che fanno aperta propaganda per la jihad

Francesco Vozza
Dalle carceri al web avanza la propaganda jihadista

La propaganda jihadista avanza un po' ovunque sotto i nostri occhi: le carceri europee (anche quelle italiane) si stanno riempiendo sempre più di estremisti islamici e terroristi mancati (per intenderci, quelli che stavano per compiere un attentato, ma, ringraziando il cielo, non ci sono riusciti). Ed è proprio dalle prigioni che parte spesso il reclutamento di aspiranti jihadisti: dietro le sbarre, infatti, operano dei fanatici che esultano platealmente alle notizie degli attentati dell'ISIS, insultano i poliziotti di guardia, additandoli come "crociati", e tentano di convertire all'estremismo islamico altri carcerati. In italia, nelle prigioni di Pisa e Padova, ci sono state anche delle vere e proprie rivolte musulmane.

Il problema, però, non sono solo le carceri: sul web, infatti, la propaganda jihadista è diventata onnipresente. Né ciò deve particolarmente sorprenderci, dato che lo stesso stato islamico ha usato a più riprese internet per diffondere i suoi terrificanti video. Così, su Facebook non è affatto strano purtroppo ritrovarsi di fronte a delle pagine pubbliche che inneggiano all'ISIS e alla guerra santa. Spesso queste pagine vengono cancellate, ma successivamente rispuntano e non impiegano molto tempo a ricreare il loro seguito. Sì, perché ciò che non comprendiamo in Occidente è che la propaganda jihadista riesce molte volte a colpire nel segno, arruolando con una facilità inaspettata nuovi fanatici pronti a combattere e magari a farsi esplodere per l'islam. E il tutto avviene senza che le nostre istituzioni riescano mai a fare nulla per fermare il virus jihadista. 

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