immigrazione: si rompe il fronte pro-bergoglio

L'arcivescovo: "Davanti a chi ci invade ci si cautela. Aiutare prima gli immigrati è una moda"

L'alto prelato di Sassari, in un'intervista a Lafedequotidiana.it, rimarca che la priorità rimane aiutare prima i nostri poveri

Redazione
L'arcivescovo di Sassari: "Davanti a chi ci invade ci si cautela"

Foto Diocesi di Sassari

Tuonano più forte di un fulmine, sulla Chiesa di Papa Francesco, le parole dell'Arcivescovo di Sassari Paolo Atzei. Bergoglio predica il soccorso, l'inclusione ad ogni costo, l'apertura totale agli immigrati provenienti, non solo da Paesi devastati dalla guerra, ma da situazioni di povertà in genere. Ma non sono in pochi nella Chiesa a dissentire rispetto a questa linea di pensiero troppo altruista in tempi difficili un po' per tutti.

Fra questi c'è l'arcivescovo di Sassari, Paolo Atzei, che in una intervista al sito Lafedequotidiana.it ha espresso chiaramente come sia importante la solidarietà, ma altrettanto prioritario "aiutare prima i nostri poveri". Parole confuse o riportate non correttamente dal giornalista? Nossignore. È proprio la Diocesi di Sassari a confermare le parole pronunciate dall'alto prelato: "L'Arcivescovo ha manifestato la propria indignazione per come il contenuto delle proprie affermazioni sia facilmente travisabile. A proposito dell'intervista, riteniamo che non ci sia nulla da smentire sulla sostanza perché quelle parole rispondono al principio della prossimità pratica". 

In altre parole, aiutare e fare carità va bene, ma iniziamo da noi stessi, dalla nostra famiglia, dal vicino di casa, dalla nostra comunità. L'arcidiocesi di Sassari chiarisce inoltre: "San Tommaso afferma in merito: caritas incipit ab egone. La carità comincia da me stesso. Alzi la mano chi a Sassari pensa prima allo straniero e poi a se stesso. Non risulta che siano tante le famiglie che hanno accolto un migrante o rifugiato a casa propria. Chi può dire che la guida di questa diocesi non pensi e non si impegni concretamente a beneficio dei migranti?".

Ma sono le parole dell'arcivescovo Atzei le più forti, che confermano comunque la bontà delle iniziative a supporto dei clandestini da lui coordinate, ma allo stesso tempo riportano alla realtà della situazione economica e di benessere vissuta da ognuno di noi nell'attuale nostra società: "La solidarietà è dovere cristiano, tuttavia non è ragionevole lasciare libero e incontrollato accesso a tutti senza limiti. Prima o poi ci mangeranno i maccheroni in testa. Davanti a chi ci invade ci si cautela".

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