Bologna, parla la candidata al ballottaggio

Lucia Borgonzoni: "Merola è molto nervoso. Riprendiamoci Bologna tutti insieme, possiamo farcela"

"Esiste un grande problema di sicurezza. Sull'abusivismo non è intervenuto. La viabilità è folle. E c'è un welfare che favorisce chi occupa. Agli elettori M5S dico che molte battaglie ci uniscono"

Marco Dozio
Lucia Borgonzoni: "Merola è molto nervoso. Riprendiamoci Bologna tutti insieme, possiamo farcela"

Foto ANSA

Da una parte c’è l’arroganza, la supponenza, il disprezzo per l’avversario politico e forse anche per quel 60% di bolognesi che non l’ha votato manifestando un’insofferenza diffusa e trasversale. Virginio Merola è molto nervoso. Al ballottaggio di domenica prossima avrà molto da perdere, se non altro perché politicamente ha già perso, costretto a giocare lo spareggio di un campionato che riteneva di aver già vinto. Dall’altra parte c’è la tranquillità, la forza, la solidità delle idee e la speranza di Lucia Borgonzoni, nome di punta della Lega Nord che è riuscita a riunire la coalizione e ora si gioca una partita aperta ad ogni tipo di risultato.

 

Lucia Borgonzoni, perché il suo avversario è così titubante e timoroso dei dibattiti?

Ci sarà un confronto in Tv (questa sera su E’Tv Rete7), ma non nelle modalità che avevamo chiesto. Sarà registrato e senza pubblico, ma è comunque un passo avanti. Noi avremmo voluto la diretta e un pubblico libero di porre domande, così come avremmo voluto una serie di confronti nei quartieri. Merola ha paura, è evidente.

 

È per questo che appare più nervoso che mai?

Certamente. A Borgo Panigale è stato contestato dai cittadini. Ha paura perché il 60% dei bolognesi non si riconosce nel modo in cui ha gestito la città: è una cifra altissima.

 

Lei sta subendo attacchi personali più che politici?

È così. E questo denota quanta paura abbiano e quanto siano inconsistenti le loro proposte.

 

Merola ha perso 11 punti rispetto alla tornata precedente. Dove ha fallito?

Ha fallito su moltissimi fronti, partendo dal fatto che non ha mai ascoltato nessuno. Né i cittadini, né le associazioni di categoria o le opposizioni. Se non condividi quello che fai con il territorio, l’esito non può che risultare fallimentare. Esistono ordinanze e provvedimenti che sono risultati inefficaci o deleteri proprio perché non sono stati condivisi con la città.

 

Quali sono i temi caldi?

Esiste un problema di sicurezza che lui ha sempre negato: Bologna è al 110 posto nella graduatoria nazionale. Sull’abusivismo non è mai intervenuto. La viabilità è folle. Per non parlare di un welfare che ha abbandonato intere fasce della popolazione a favore di chi occupa. Succede che chi occupa abusivamente, se viene sgombrato, ottiene comunque una via preferenziale per avere un altro alloggio a scapito di coloro che rispettano le regole.

 

E questo sarebbe rispetto della legalità?

A Bologna vige un sistema di diseguaglianze che si avverte quotidianamente. Se sei un negoziante vieni tartassato, ti controllano i centimetri dei tavolini esterni. Poi hai davanti una pletora di abusivi che vendono le cose che vendi tu. E se dici qualcosa ti rispondono di farti i fatti tuoi.

 

Su cosa punterà in vista del ballottaggio?

Su sicurezza, welfare, viabilità, rilancio turistico. E periferie, sulle quali stiamo lavorando da molto tempo segnalando problemi e disagi. L’amministrazione le ha abbandonate.

 

Farà apparentamenti?

No. I cittadini hanno scelto il nostro programma come alternativa a Merola. E in caso di apparentamento c’è il rischio di impantanarsi con un nuovo alleato che potrebbe non condividere i nostri propositi fino in fondo. E io a chi mi ha votato devo garantire l’integrale applicazione del programma.

 

C’è comunque la possibilità di una convergenza sui temi?

Dico di più. Voglio allargare il programma inserendo punti e temi presenti nei programmi degli altri candidati, a patto che siano compatibili con le politiche che abbiamo portato avanti finora. Voglio cercare di essere il più rappresentativa possibile di quello scontento che i bolognesi hanno manifestato nelle urne.

 

Ha un messaggio per gli elettori del Movimento 5 Stelle?

Ho trascorso 5 anni in Consiglio comunale condividendo con gli esponenti del M5S tantissimi ordini del giorno e il 90% delle battaglie, tra cui lo smaltimento delle tubature in cemento amianto, l’istruttoria sui problemi giovanili e dell’infanzia, il tema della viabilità con il No al passante nord. Ritengo che il loro elettorato possa fare una scelta in ragione di questa vicinanza sui temi fondamentali. Non esistono del resto i padroni di voti. Ogni elettore farà la sua scelta.

 

E per gli elettori di Bernardini?

Si può fare un discorso simile anche per Manes Bernardini. La convergenza di una parte dell’elettorato ritengo sia naturale. Io stessa se fossi rimasta fuori dal ballottaggio avrei votato lo sfidante di Merola, fosse stato Bernardini o Bugani. E persino con gli elettori di Martelloni, che appartengono alla sinistra-sinistra, ci possono essere convergenze per esempio sul tema della difesa dell’ambiente. Voglio e vogliamo una Bologna più pulita, più sicura, proiettata verso il futuro.

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